Ed ecco, all’alba del giorno dopo il sabato, il sepolcro viene trovato vuoto.
Poi Gesù si mostra alla Maddalena, alle altre donne, ai discepoli. La fede
rinasce più viva e più forte che mai, ormai invincibile, perché fondata su
un’esperienza decisiva: «Morte e vita si sono affrontate / in un prodigioso
duello. / Il Signore della vita era morto, / ma ora, vivo, trionfa». I segni
della risurrezione attestano la vittoria della vita sulla morte, dell’amore
sull’odio, della misericordia sulla vendetta: «La tomba del Cristo vivente, / la
gloria del Cristo risorto, / e gli angeli suoi testimoni, / il sudario e le sue
vesti».
Cari fratelli e sorelle! Se Gesù è risorto, allora – e solo allora – è avvenuto
qualcosa di veramente nuovo, che cambia la condizione dell’uomo e del mondo.
Allora Lui, Gesù, è qualcuno di cui ci possiamo fidare in modo assoluto, e non
soltanto confidare nel suo messaggio, ma proprio in Lui, perché il
Risorto non appartiene al passato, ma è presente oggi, vivo.
Bendetto XVI, Messaggio Urbi et Orbi, Pasqua 2012
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