Chi oggi vuole entrare nella chiesa della Natività di Gesù a Betlemme, scopre
che il portale, che un tempo era alto cinque metri e mezzo e attraverso il quale
gli imperatori e i califfi entravano nell’edificio, è stato in gran parte
murato. È rimasta soltanto una bassa apertura di un metro e mezzo. L’intenzione
era probabilmente di proteggere meglio la chiesa contro eventuali assalti, ma
soprattutto di evitare che si entrasse a cavallo nella casa di Dio. Chi desidera
entrare nel luogo della nascita di Gesù, deve chinarsi. Mi sembra che in ciò si
manifesti una verità più profonda, dalla quale vogliamo lasciarci toccare in
questa Notte santa: se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora
dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione “illuminata”. Dobbiamo
deporre le nostre false certezze, la nostra superbia intellettuale, che ci
impedisce di percepire la vicinanza di Dio. Dobbiamo seguire il cammino
interiore di san Francesco – il cammino verso quell’estrema semplicità esteriore
ed interiore che rende il cuore capace di vedere. Dobbiamo chinarci, andare
spiritualmente, per così dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale
della fede ed incontrare il Dio che è diverso dai nostri pregiudizi e dalle
nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell’umiltà di un bimbo appena nato.
Benedetto XVI
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