mercoledì 19 ottobre 2011
L'abitudine
Ogni giorno un uccello trovava requie sui rami secchi di un albero
solitario in mezzo a una pianura desertica. Un giorno passò proprio là
una tromba d'aria che coi suoi fulmini incenerì quell'albero. L'uccello
fu costretto a volare a lungo. Alla fine, spossato, giunse in una
foresta di alberi carichi di frutti.
È una mamma che sta leggendo questa favola a un suo bambino, mentre
viaggiano di fronte a me su un treno da Roma a Firenze. La morale non è
più di tanto esaltante: è quella dell'adagio secondo il quale «non tutti
i mali vengono per nuocere». Ma io provo a pensare a qualcos'altro,
lasciandomi condurre anch'io dal fascino dell'ascolto di una voce di
madre: quell'uccello non avrebbe mai rinunciato alle sue abitudini, alla
sicurezza e alla modestia di un'esistenza monotona, se non ci fosse
stata quella bufera e quella perdita a prima vista devastante.
La tempesta può generare lo scotimento dell'inerzia, fa imboccare il
rischio, lasciando alle spalle la routine, la dipendenza e
l'assuefazione. È l'aprirsi di un orizzonte inatteso e inaspettato. Nei
suoi Colloqui, il grande umanista Erasmo da Rotterdam portava alle
estreme conseguenze questa idea: «Non vi è nulla di così assurdo che
l'abitudine non renda accettabile». Certo, c'è anche l'aspetto positivo
della forza di sopportazione dei mali che l'assuefazione produce. Ma
l'elemento più pericoloso che trascina in sé è quello dell'accettazione,
della caduta del desiderio di cercare qualcosa di più alto, è il non
sospettare che ci sono mete più grandiose da conquistare. Infrangere i
fili che legano piedi e mani e avviarsi in un lungo cammino è più
faticoso di quanto s'immagini, tant'è vero che lo scrittore francese
Courteline scherzava dicendo che «si cambia più facilmente la religione
che il caffè»!
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Leggendo mi è tornata in mente la storia del paracadutista (o era un alpinista?) che cadendo rimane impigliato in un crepaccio avvolto dalla nebbia e una voce gli dice di buttarsi ma lui non vuole rischiare e muore non sapendo che fosse a 2 metri da terra.
RispondiEliminaNon so se centra ma m'è tornata alla memoria.