venerdì 14 ottobre 2011

La fedeltà dell'Amore di Dio


 Riportiamo alcuni spunti dall'incontro di martedì 11 ottobre

Tutta è un’immagine della fedelà di Dio contro l’infedeltà del popolo. In particolare nel profeta Osea questo contrasto è descritto con l’immagine del matrimonio e della prostituzione.

L1 (Os 1, 2-8): 2Quando il Signore cominciò a parlare a Osea, gli disse:"Va', prenditi in moglie una prostituta, genera figli di prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi allontanandosi dal Signore". 3Egli andò a prendere Gomer, figlia di Diblàim: ella concepì e gli partorì un figlio. 4E il Signore disse a Osea: "Chiamalo Izreèl, perché tra poco punirò la casa di Ieu per il sangue sparso a Izreèl e porrò fine al regno della casa d'Israele. 5In quel giorno io spezzerò l'arco d'Israele nella valle di Izreèl". 6La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e il Signore disse a Osea: "Chiamala Non-amata, perché non amerò più la casa d'Israele, non li perdonerò più. 7Invece io amerò la casa di Giuda e li salverò nel Signore, loro Dio; non li salverò con l'arco, con la spada, con la guerra, né con cavalli o cavalieri". 8Quando ebbe svezzato Non-amata, Gomer concepì e partorì un figlio. 9E il Signore disse a Osea: "Chiamalo Non-popolo-mio, perché voi non siete popolo mio e io per voi non sono.

L2 (Os 2, 4-6) 4Accusate vostra madre, accusatela, perché lei non è più mia moglie e io non sono più suo marito! Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni e i segni del suo adulterio dal suo petto; 5altrimenti la spoglierò tutta nuda e la renderò simile a quando nacque, e la ridurrò a un deserto, come una terra arida, e la farò morire di sete.  6I suoi figli non li amerò, perché sono figli di prostituzione.

L3: (Os 2,16-25) 16Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. 17Le renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acor in porta di speranza. Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. 18E avverrà, in quel giorno - oracolo del Signore - mi chiamerai: "Marito mio", e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone". 19Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome. 20In quel tempo farò per loro un'alleanza con gli animali selvatici e gli uccelli del cielo e i rettili del suolo; arco e spada e guerra eliminerò dal paese, e li farò riposare tranquilli. 21Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell'amore e nella benevolenza, 22ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore. 23E avverrà, in quel giorno - oracolo del Signore - io risponderò al cielo ed esso risponderà alla terra; 24la terra risponderà al grano, al vino nuovo e all'olio e questi risponderanno a Izreèl. 25Io li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata, e a Non-popolo-mio dirò: "Popolo mio", ed egli mi dirà: "Dio mio"".

L4 (Os 3, 1-3)   1 Il Signore mi disse: "Va' ancora, ama la tua donna: è amata dal marito ed è adultera, come il Signore ama i figli d'Israele ed essi si rivolgono ad altri dèi e amano le schiacciate d'uva". 2Io me l'acquistai per quindici pezzi d'argento e un homer e mezzo d'orzo 3e le dissi: "Per molti giorni starai con me, non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; così anch'io mi comporterò con te".

Osea è il profeta che ha saputo cogliere i rapporti tra Israele e Dio dall’esperienza personale dell’infedeltà della sua donna. Tale esperienza ha assunto valore simbolico e i nomi dei tre figli avuti specificano simbolicamente le conseguenze dell’infedeltà: Izeèl, località nella quale si erano svolte alcune lotte sanguinose nella storia del popolo ebraico; Non-amata, che indica la dolorosa sospensione di ogni sentimento «materno» e «paterno» di Dio per il suo popolo; Non-mio-popolo, che indica l’abbandono del popolo e la condanna di distruzione. Infatti  il popolo di Israele (non a caso il profeta deve prendere una prostituta) ormai aveva preso una deriva dal punto di vista morale estremamente brutta. Tanti erano ritornati a degli usi religiosi di tipo cananeo adorando i famosi Baal che erano le divinità della fertilità. Avevano perso il riferimento a Jahvè, avevano perso il riferimento ad una fede salda, e anche dal punto di vista politico, c’era stata una corruzione.
Izreel era il simbolo dell’appartenenza di Israele a Dio, di un Israele che si prostituiva e di un Dio che comunque gli rimane fedele. Il profeta è il simbolo di Dio che rimane fedele al popolo prostituito e suo figlio diventa il ricordo che il suo popolo continua ad essere suo, continua ad appartenergli, che Dio continua ad avere un legame d’amore con lui.

(Cap 2)Il brano inizia con l’espressione forte: “la attirerò a me” (v. 16) È l’atteggiamento di colui che svia il suo compagno dal retto cammino. Questa espressione assume significato in relazione al momento in cui Dio vuole riconquistare “seducendo” il suo popolo, conducendolo nel DESERTO, perché sperimenti la sua povertà proprio lì dove non ci sono voci, né distrazioni o tentazioni, per arrivare al dialogo primordiale con Dio, affinché Egli parli al suo cuore proprio nel luogo in cui nacque l’Alleanza, per ripetere quindi l’esperienza del fidanzamento, di gioia esplosiva, piena di entusiasmo e di speranza dell’Esodo. Il popolo tornerà alla “terra promessa” attraverso la nuova “porta della speranza”
“in quel giorno” (v. 18) il popolo coglierà la relazione che ha il sapore dell’ETERNITÀ e della DEFINITIVITÀ, in cui JHWH non è più il Dio PADRONE (Mio padrone), ma il Dio-RELAZIONE (Marito mio).
Tutto ciò favorirà un’ALLEANZA (v. 20), che viene rinnovata all’interno del COSMO, dove tutte le creature (“bestie”, “uccelli”, “rettili”) sono espressione di Dio. (dal v. 20) Si esprime la NUZIALITÀ tra Dio ed il suo popolo (la “sposa”), garantita da un’ETERNITÀ (“per sempre”) che Dio assicura attraverso i “doni” che egli, come sposo, fa alla sua amata: giustizia, diritto, benevolenza, amore. Se la sposa custodirà e vivrà di questi doni, arriverà alla conoscenza del Signore (v. 22), che è relazione intima, profonda, che porta a vivere di Dio.  Nel v. 25 abbiamo il totale superamento della situazione di infedeltà idolatrica di 1,4-8: il non amore diventa AMORE e l’infedeltà si trasforma in RELAZIONE SPONSALE tra Dio e Israele.

Nessun commento:

Posta un commento