Riportiamo alcuni spunti dall'incontro di martedì 11 ottobre
Tutta è un’immagine della fedelà di Dio
contro l’infedeltà del popolo. In particolare nel profeta Osea questo contrasto
è descritto con l’immagine del matrimonio e della prostituzione.
L1 (Os 1, 2-8): 2Quando il Signore cominciò a parlare a
Osea, gli disse:"Va', prenditi in moglie una prostituta, genera figli di
prostituzione, poiché il paese non fa che prostituirsi allontanandosi dal
Signore". 3Egli andò a prendere Gomer,
figlia di Diblàim: ella concepì e gli partorì un figlio. 4E il Signore disse a Osea: "Chiamalo
Izreèl, perché tra poco punirò la casa di Ieu per il sangue sparso a Izreèl e
porrò fine al regno della casa d'Israele. 5In
quel giorno io spezzerò l'arco d'Israele nella valle di Izreèl". 6La donna concepì di nuovo e partorì una figlia e
il Signore disse a Osea: "Chiamala Non-amata, perché non amerò più la casa
d'Israele, non li perdonerò più. 7Invece io
amerò la casa di Giuda e li salverò nel Signore, loro Dio; non li salverò con
l'arco, con la spada, con la guerra, né con cavalli o cavalieri". 8Quando ebbe svezzato Non-amata, Gomer concepì e
partorì un figlio. 9E il Signore disse a Osea:
"Chiamalo Non-popolo-mio, perché voi non siete popolo mio e io per voi non
sono.
L2
(Os 2, 4-6) 4Accusate vostra
madre, accusatela, perché lei non è più mia moglie e io non sono più suo
marito! Si tolga dalla faccia i segni delle sue prostituzioni e i segni del suo
adulterio dal suo petto; 5altrimenti la spoglierò tutta nuda e la
renderò simile a quando nacque, e la ridurrò a un deserto, come una terra
arida, e la farò morire di sete. 6I
suoi figli non li amerò, perché sono figli di prostituzione.
L3: (Os 2,16-25)
16Perciò, ecco, io la sedurrò, la
condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. 17Le renderò le sue vigne e trasformerò la
valle di Acor in porta di speranza. Là mi risponderà come nei giorni della sua
giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto. 18E avverrà, in quel giorno - oracolo del
Signore - mi chiamerai: "Marito mio", e non mi chiamerai più:
"Baal, mio padrone". 19Le toglierò
dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome.
20In quel tempo farò per loro un'alleanza con gli animali
selvatici e gli uccelli del cielo e i rettili del suolo; arco e spada e guerra
eliminerò dal paese, e li farò riposare tranquilli. 21Ti
farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto,
nell'amore e nella benevolenza, 22ti farò mia
sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore. 23E
avverrà, in quel giorno - oracolo del Signore - io risponderò al cielo ed esso
risponderà alla terra; 24la terra risponderà al grano, al vino
nuovo e all'olio e questi risponderanno a Izreèl. 25Io
li seminerò di nuovo per me nel paese e amerò Non-amata, e a Non-popolo-mio
dirò: "Popolo mio", ed egli mi dirà: "Dio mio"".
L4 (Os 3, 1-3) 1 Il Signore mi disse: "Va' ancora,
ama la tua donna: è amata dal marito ed è adultera, come il Signore ama i figli
d'Israele ed essi si rivolgono ad altri dèi e amano le schiacciate d'uva".
2Io me l'acquistai per quindici pezzi
d'argento e un homer e mezzo d'orzo 3e le dissi: "Per molti
giorni starai con me, non ti prostituirai e non sarai di alcun uomo; così
anch'io mi comporterò con te".
Osea è il profeta
che ha saputo cogliere i rapporti tra Israele e Dio dall’esperienza personale
dell’infedeltà della sua donna. Tale esperienza ha assunto valore simbolico e i
nomi dei tre figli avuti specificano simbolicamente le conseguenze
dell’infedeltà: Izeèl, località nella
quale si erano svolte alcune lotte sanguinose nella storia del popolo ebraico; Non-amata, che indica la dolorosa
sospensione di ogni sentimento «materno» e «paterno» di Dio per il suo popolo; Non-mio-popolo, che indica l’abbandono
del popolo e la condanna di distruzione. Infatti il popolo di
Israele (non a caso il profeta deve prendere una prostituta) ormai aveva preso
una deriva dal punto di vista morale estremamente brutta. Tanti erano ritornati
a degli usi religiosi di tipo cananeo adorando i famosi Baal che erano le
divinità della fertilità. Avevano perso il riferimento a Jahvè, avevano perso
il riferimento ad una fede salda, e anche dal punto di vista politico, c’era
stata una corruzione.
Izreel era il simbolo dell’appartenenza di
Israele a Dio, di un Israele che si prostituiva e di un Dio che comunque gli
rimane fedele. Il profeta è il simbolo di Dio che rimane fedele al popolo
prostituito e suo figlio diventa il ricordo che il suo popolo continua ad
essere suo, continua ad appartenergli, che Dio continua ad avere un legame d’amore
con lui.
(Cap 2)Il brano inizia con l’espressione forte: “la attirerò a me” (v. 16) È
l’atteggiamento di colui che svia il suo compagno dal retto cammino. Questa
espressione assume significato in relazione al momento in cui Dio vuole
riconquistare “seducendo” il suo popolo, conducendolo nel DESERTO, perché
sperimenti la sua povertà proprio lì dove non ci sono voci, né distrazioni o
tentazioni, per arrivare al dialogo primordiale con Dio, affinché Egli parli al
suo cuore proprio nel luogo in cui nacque l’Alleanza, per ripetere quindi
l’esperienza del fidanzamento, di gioia esplosiva, piena di entusiasmo e di
speranza dell’Esodo. Il popolo tornerà alla “terra promessa” attraverso la
nuova “porta della speranza”
“in quel giorno”
(v. 18) il popolo coglierà la relazione che ha il sapore dell’ETERNITÀ e della
DEFINITIVITÀ, in cui JHWH non è più il Dio PADRONE (Mio padrone), ma il
Dio-RELAZIONE (Marito mio).
Tutto ciò favorirà
un’ALLEANZA (v. 20), che viene rinnovata all’interno del COSMO, dove tutte le
creature (“bestie”, “uccelli”, “rettili”) sono espressione di Dio. (dal v. 20)
Si esprime la NUZIALITÀ tra Dio ed il suo popolo (la “sposa”), garantita da
un’ETERNITÀ (“per sempre”) che Dio assicura attraverso i “doni” che egli, come
sposo, fa alla sua amata: giustizia, diritto, benevolenza, amore. Se la sposa
custodirà e vivrà di questi doni, arriverà alla conoscenza del Signore (v. 22),
che è relazione intima, profonda, che porta a vivere di Dio. Nel v. 25 abbiamo il totale superamento della
situazione di infedeltà idolatrica di 1,4-8: il non amore diventa AMORE e
l’infedeltà si trasforma in RELAZIONE SPONSALE tra Dio e Israele.
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