mercoledì 28 settembre 2011

Ciò che inferno non è

Qualche tempo fa ho confezionato questo video, che uso per iniziare le lezioni sulla Divina Commedia.

Le parole tratte dalle Città invisibili di Calvino sono per me una sfida quotidiana: cercare la bellezza incastrata tra le ombre della vita di tutti i giorni è ciò che riempie la mia vita.

Il viso fragile di un alunno, la stanchezza fisica quando suona la sveglia, le parole che non tornano mai, la fatica di una relazione che vuole crescere ma non ci riesce, il dolore di una persona cara che vorresti estirpare, ma non puoi né devi, la paura di una nuova avventura, la noia di una avventura diventata ormai vecchia…

Ma quando scopri che la bellezza è anche in quelle ombre diventi veramente libero: per trattar del ben ch’i' vi trovai, Dante lo dice all’Inferno.

P.S. Per vedere il video bisogna andare sul blog di D'avenia (l'autore di queste righe): prof2.0; messaggio del 23 settembre.

lunedì 26 settembre 2011

Il primo giorno (di scuola) che vorrei

Un augurio speciale per l'anno scolastico che avete appena iniziato.....

Che cosa avrei voluto sentirmi dire il primo giorno di scuola dai miei professori o cosa vorrei che mi dicessero se tornassi studente?
Il racconto delle vacanze? No. Quelle dei miei compagni? No. Saprei già tutto. Devi studiare? Sarà difficile? Bisognerà impegnarsi di più? No, no grazie. Lo so. Per questo sto qui, e poi dall’orecchio dei doveri non ci sento. Ditemi qualcosa di diverso, di nuovo, perché io non cominci ad annoiarmi da subito, ma mi venga almeno un po’ voglia di cominciarlo quest’anno scolastico. Dall’orecchio della passione ci sento benissimo.

Dimostratemi che vale la pena stare qui per un anno intero ad ascoltarvi. Ditemi per favore che tutto questo c’entra con la vita di tutti i giorni, che mi aiuterà a capire meglio il mondo e me stesso, che insomma ne vale la pena di stare qua. Dimostratemi, soprattutto con le vostre vite, che lo sforzo che devo fare potrebbe riempire la mia vita come riempie la vostra. Avete dedicato studi, sforzi e sogni per insegnarmi la vostra materia, adesso dimostratemi che è tutto vero, che voi siete i mediatori di qualcosa di desiderabile e indispensabile, che voi possedete e volete regalarmi. Dimostratemi che perdete il sonno per insegnare quelle cose che – dite – valgono i miei sforzi. Voglio guardarli bene i vostri occhi e se non brillano mi annoierò, ve lo dico prima, e farò altro. Non potete mentirmi. Se non ci credete voi, perché dovrei farlo io? E non mi parlate dei vostri stipendi, del sindacato, della Gelmini, delle vostre beghe familiari e sentimentali, dei vostri fallimenti e delle vostre ossessioni. No. Parlatemi di quanto amate la forza del sole che brucia da 5 miliardi di anni e trasforma il suo idrogeno in luce, vita, energia. Ditemi come accade questo miracolo che durerà almeno altri 5 miliardi di anni. Ditemi perché la luna mi dà sempre la stessa faccia e insegnatemi a interrogarla come il pastore errante di Leopardi. Ditemi come è possibile che la rosa abbia i petali disposti secondo una proporzione divina infallibile e perché il cuore è un muscolo che batte involontariamente e come fa l’occhio a trasformare la luce in immagini.

Ci sono così tante cose in questo mondo che non so e che voi potreste spiegarmi, con gli occhi che vi brillano, perché solo lo stupore conosce.
E ditemi il mistero dell’uomo, ditemi come hanno fatto i Greci a costruire i loro templi che ti sembra di essere a colloquio con gli dei, e come hanno fatto i Romani a unire bellezza e utilità come nessun altro. E ditemi il segreto dell’uomo che crea bellezza e costringe tutti a migliorarsi al solo respirarla. Ditemi come ha fatto Leonardo, come ha fatto Dante, come ha fatto Magellano. Ditemi il segreto di Einstein, di Gaudì e di Mozart. Se lo sapete ditemelo.

Ditemi come faccio a decidere che farci della mia vita, se non conosco quelle degli altri? Ditemi come fare a trovare la mia storia, se non ho un briciolo di passione per quelle che hanno lasciato il segno? Ditemi per cosa posso giocarmi la mia vita. Anzi no, non me lo dite, voglio deciderlo io, voi fatemi vedere il ventaglio di possibilità. Aiutatemi a scovare i miei talenti, le mie passioni e i miei sogni. E ricordatevi che ci riuscirete solo se li avete anche voi i vostri sogni, progetti, passioni. Altrimenti come farò a credervi? E ricordatemi che la mia vita è una vita irripetibile, fatta per la grandezza, e aiutatemi a non accontentarmi di consumare piccoli piaceri reali e virtuali, che sul momento mi soddisfano, ma sotto sotto sotto mi annoiano…
Sfidatemi, mettete alla prova le mie qualità migliori, segnatevele su un registro, oltre a quei voti che poi rimangono sempre gli stessi. Aiutatemi a non illudermi, a non vivere di sogni campati in aria, ma allo stesso tempo insegnatemi a sognare e ad acquisire la pazienza per realizzarli quei sogni, facendoli diventare progetti.
Insegnatemi a ragionare, perché non prenda le mie idee dai luoghi comuni, dal pensiero dominante, dal pensiero non pensato. Aiutatemi a essere libero. Ricordatemi l’unità del sapere e non mi raccontate l’unità d’Italia, ma siate uniti voi dello stesso consiglio di classe: non parlate male l’uno dell’altro, vi prego. E ricordatemelo quanto è bello questo Paese, parlatemene, fatemi venire voglia di scoprire tutto quello che nasconde prima ancora di desiderare una vacanza a Miami. Insegnatemi i luoghi prima dei non luoghi.

E per favore, un ultimo favore, tenete ben chiuso il cinismo nel girone dei traditori. Non nascondetemi le battaglie, ma rendetemi forte per poterle affrontare e non avvelenate le mie speranze, prima ancora che io le abbia concepite.

Per questo, un giorno, vi ricorderò.
Alessandro D'avenia, Avvenire, 10 settembre 2011

Oscar e la dama in rosa

Gli attori della Compagnia dei bei pensieri sabato 8 ottobre in centro accompagneranno la serata "Mi fido di te, giovani e volontariato" leggendo alcuni brani tratti dal romanzo "Oscar e la dma in rosa".  
http://www.pastoralegiovani.re.it/news.lasso?-token.t_ID=3

Così, Nonna Rosa chiede a Oscar di affidare le sue domande più difficili a Dio: accompagnato da Nonna Rosa, Oscar cresce nella presa di coscienza della propria situazione, impara a conoscere qualcosa di più intorno a quel Dio di cui non conosce neppure l’indirizzo, ma che, nonostante tutto e imprevedibilmente, comincia a rispondergli. Recatosi con lei a visitarlo nella cappella dell’ospedale, Oscar scopre con sorpresa che questo Dio non si sottrae al dolore: la sua statua lo rappresenta penzolante sulla croce, tutto coperto di piaghe: “Se fossi Dio, come te, non mi sarei lasciato ridurre in quel modo”, gli scrive, deluso. Ma Nonna Rosa gli risponde: “Rifletti, Oscar. A chi ti senti più vicino? A un Dio che non prova niente o a un Dio che soffre?”. “A quello che soffre, ovviamente. Ma se fossi lui, se fossi Dio, se, come lui, avessi i mezzi, avrei evitato di soffrire”, le oppone Oscar. “Nessuno può evitare di soffrire”, gli risponde la donna, e poi rilancia: “Le persone temono di morire perché hanno paura dell’ignoto. Ma per l’appunto, che cos’è l’ignoto? Ti propongo, Oscar, di non aver paura, ma fiducia. Guarda il viso di Dio sulla croce: subisce il dolore fisico, ma non prova dolore morale perché ha fiducia”.

mercoledì 21 settembre 2011

Incontri: si ricomincia!

Dopo una breve introduzione e presentazione iniziale, martedì 27 settembre (e per tutti i martedì) ricominciano gli incontri settimanali del gruppo 3-5 superiore sul tema della carità. Vi aspettiamo!!!

Ovviamente siete tutti invitati all'apertura dell'anno domenica 25 settembre con pranzo e altro per passare una giornata insieme.... sotto al tendone!


Racconti da Madrid/3

"In particolare mi è piaciuto il paragone tra fede e innamoramento (Monari) e le caratteristiche dell’educatore, cioè un innamorato di Dio, uno a cui piace stare in mezzo ai ragazzi e una persone competente (Rossi)."
"Mi ha colpito la testimonianza dei volontari a Girona, in particolare quando raccontavano della loro fede. I giovani hanno scelto di credere, visto che in generale è mancata (diversamente da noi) un’educazione alla fede da parte degli adulti. Mi ha colpito la scelta forte che hanno fatto: credere"
"Giorno dopo giorno mi sono accorta che ognuna di queste si stava realizzando: quella di riempire il cassetto e di conoscere persone si sono realizzate completamente, mentre quella di ritrovare la fede in parte. Attraverso la preghiera, le catechesi ho iniziato a fare i primi passi verso Dio, senza smarrirmi questa volta."

"se penso alla fede e a Dio mi viene in mente qualcosa di astratto e di molto grande. LA GMG è stata per me vivere un evento molto grande quindi fare esperienza di Dio"




venerdì 9 settembre 2011

Ricominciamo!!!

Dopo un'estate ricca di avvenimenti, esperienze e meritato riposo si ricomincia il cammino. Per parlare insieme della proposta delll'anno pastorale 2011/2012 (tema, giorno dell'incontro...) ci troviamo lunedì 12 settembre alle ore 20:00 all'ombra del campanile più alto e più storto della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. La chiacchierata sarà preceduta da un'invitante cena a base di isabel mediterranea, gaspacho, e salume radioattivo!!!! Siete pregati di prenotarvi da Nico lo stordito, per capire quanti siamo e organizzarci con la cena!!!!
Vi aspettiamo tutti!!!!


Senza pazienza

Una volta un uomo vide una farfalla che stava cercando di uscire dal bozzolo. Per i suoi gusti ci metteva troppo. Allora cominciò a soffiare delicatamente per spezzare quella guaina trasparente e ci riuscì. Ma alla fine non c'era più una farfalla, bensì un mostriciattolo con le ali lacerate. 

Noi non siamo più esercitati a vivere la virtù della pazienza. Siamo impazienti persino quando si è in fila al confessionale e si cerca, senza darlo a vedere, di superare la serie dei penitenti. Nervosismo, irrequietezza, smania si trasformano poi in insofferenza, in irritazione e ci rendono intolleranti e acidi. Grande è Leopardi nel suo Zibaldone: «La pazienza è la più eroica delle virtù, giusto perché non ha nessuna apparenza di eroico».

Da" il Mattutino" di G, Ravasi, Avvenire del 07/09/11

giovedì 8 settembre 2011

Racconti da Madrid/2

"Mi ha colpito la testimonianza dei volontari: essendo in pochi i giovani di Girona devono avere una forza incredibile nella fede! Questo mi ha dato forza per non vergognarmi negli ambienti in cui vivo, della mia fede."


"Mi rimane nella mente questa immagine: la Messa finale con il Papa come la sorgente della GMG. Infatti è stato bello vedere tanti giovani il sabato che si recano tutti insieme in un solo posto, quasi come se li ci fosse una sorgente da cui attingere e la domenica al ritorno vedere la stessa quantità di gente che esce  rigenerata e pronta per testimoniare quello che ha vissuto."
"Mi ha colpito molto la Messa a Barcellona: tante persone per un unico obiettivo; le differenze per qualche ora si sono annullate."