venerdì 3 giugno 2011

DIALOGO O BARBARA AGGRESSIONE VERBALE?


Anche se sembra lungo potete benissimo leggerlo e commentare.

Cari membri di questo blog, è un po’ che volevo scrivere qualcosa sul “dialogo” ma solo adesso ho trovato la forza di farlo perché in questi mesi ho appurato certe cose molto significative.
Il dialogo ultimamente è un po’ bistrattato. Il dialogo, come dice la parola stessa, è un parlare (cif. Greco “logos”) attraverso  (cif. Greco “dia”) e quindi prevede uno scambio di parole, idee, interessi con uno o più persone. Ultimamente possiamo dire che la tendenza è quella di eliminare l’altro dal discorso. Basta guardare la televisione; nei talk show e nei programmi dove c’è la possibilità di dire la propria opinione non si capisce più niente. Le urla, le offese e  gli insulti prevalgono sul dialogo. Purtroppo è attraverso questo fenomeno che si arriva a un dialogo con sé stessi e una sorta di autoconvinzione creata ad alta voce. E’ come dialogare con il proprio eco in vetta ad una montagna. L’altro assume una funzione superflua, quasi decorativa. E la televisione è lo specchio della vita. Anche nella quotidianità, le semplici discussioni diventano vere e proprie guerre di egocentrismo. Quello che non è mio è considerato sbagliato e l’altro che pensa diversamente da me viene escluso.  Perché?  Riflettiamo. L’uomo rifiuta il diverso. Questo non succede solo nelle manifestazioni di xenofobia o di immigrazione: questi sono solo alcuni esempi più eclatanti perché  interessano una comunità di cittadini. Il diverso emerge anche nella nostra vita quotidiana quando ci immettiamo in semplici discussioni e non ne usciamo perché l’altro ci sembra un muro su cui noi ci possiamo solo sbattere e non appoggiare.
Questo deriva tutto dall’estremismo: esso ci indottrina in maniera sbagliata perché ci porta all’esclusione di idee differenti e che procedono solo in un’unica direzione.
L’estremismo ideologico è contrario al dialogo così ché, su di esso, si sono caratterizzati i sistemi dittatoriali di tutte le epoche, come il Nazismo o il Comunismo. Avere idee estremiste non porta all’apertura verso l’altro ma alla chiusura e all’insistere sulle proprie convinzione. Tutto ciò non invita a indagare sulla salute dei concetti su cui ci basiamo.
Il contrario di estremismo è l’essere eclettico ovvero l’insieme di idee diverse tra di loro.  
Per sconfiggere le ideologie estremiste bisogna e quindi ritornare al dialogo bisogna essere eclettici ovvero scegliere il proprio essere su idee provenienti da diversi correnti di pensiero che non devono per forza essere filosofiche o politiche.
Solo se si apre la mente a tutto, anche a ciò che riteniamo sbagliato, saremo capaci di avere una personalità solida e non conforme alle ideologie. Solo se sottoponiamo le idee ad una seria analisi concettuale potremo ritenere sbagliato un concetto. Mai escludere a priori qualcosa perché anche dall’idea più infima e triste c’è qualcosa di giusto (eccetto casi particolari).Io stabilisco il mio modo d’ essere in base alla mia coscienza non in base a quella di altri.
Il processo di aderenza ad una filosofia o a una politica è il risultato finale di una nostra personale coscienza di convinzioni. Non il contrario. Non si parte da correnti già fatte e confezionate per crearne la propria. Si parte da quello che sento per poi informarmi e aderire, anche passivamente, ad una idea già creata. Questo lo dice anche San Paolo nella lettera ai Romani “e non abbracciate la logica di questo tempo ma trasformatevi attraverso un rinnovamento della mente perché possiate discernere cosa è volontà di Dio, ciò che è buono, gradito e perfetto”.
Questo vale anche per coloro che non hanno la fede in Dio. A costoro basta sostituire la parola “Dio” con “io”. Il risultato è identico; cambia solo il destinatario. Il credente cerca di fondare la propria conoscenza e la propria coscienza sulla teologia e l’etica della propria religione, mentre l’ateo e l’agnostico su un semplice senso civico. L’errore nel quale si può incorrere è credere che il credente sia succube della propria religione. Non è così. Come cristiano sono felice di avere una teologia e un’etica che mi viene fornita perché, sulla base di essa, io costruisco la mia personalità che non deve prescindere da essa. Ciò che la mia Chiesa fa non è un impormi la sua dottrina, ma è darmi un punto di partenza,una strada e una metodo attraverso il quale scegliere. Attenzione a non valutare la dottrina della Chiesa come un semplice punto di partenza. Essa è anche la parte centrale e la fine della mia idea. E’ chiaro che ci sono concetti su cui ci si può trovare in disaccordo e ciò non è un dramma perché Dio ci dà la libertà di scegliere. Ma per scegliere ci vuole una conoscenza adeguata e ben costruita.
Trovare un’idea, un concetto generale non è difficile. Il mondo per fortuna dà la possibilità di spunto.
Un percorso, avente come meta la creazione di una propria idea, è il sentimento del reagire davanti agli eventi quotidiani. E’ inevitabile! Per forza provo un sentimento che può avere una natura differente come l’amore o l’odio. Davanti a questo allora io comincio a pensare, a collegare cause e conseguenze in modo da creare una mappa del mio pensiero.
In secondo luogo avviene la condivisione costruita ed eclettica ovvero aperta a qualunque pensiero giunga a me. La condivisione, per tornare al discorso iniziale, non è accusa ma è crescita insieme perché accolgo come prezioso l’indicazione, il suggerimento, il contenuto dell’idea del mio interlocutore.
Rende di più un dialogo o una barbara aggressione verbale? A voi la scelta o come si dice da noi la “selta”? Buon lavoro a tutti!

                                                                                                                   @ndre@

5 commenti:

  1. Molto interessante la riflessione sulla Chiesa come punto di partenza ma anche di strada da percorrere, proprio come una Madre che ti dà la vita ma che nella tua crescita c'è sempre con una costante presenza alla quale possiamo fare riferimento e avere appoggio. Una Madre che ci consiglia ma che non ci obbliga, una Madre che ci perdona, una Madre che ci aspetta alzati quando facciamo tardi e perdiamo un po' la testa, una Madre che ci tiene per mano..
    La libertà. Un valore così profondo e complesso.
    Solo dopo aver confrontato ideologie diverse si può aver maggiore libertà di scelta.
    Io sono nata in una famiglia cattolica e mi hanno sempre indirizzato la via della Fede, ma se fossi nata in un'altra famiglia?
    Non sto dando colpa alla mia famiglia di avermi chiuso gli occhi davanti a realtà diverse, già con le scuole medie mi sono potuta confrontare con alti coetanei non credenti, forse un po' troppo attaccati all'idea di essere atei per moda.. e questo non e' essere liberi! Un po' tutti siamo affezionati a delle etichette che ci siamo costruiti e difficilmente vogliamo allontanarci da esse perché sono divenute ormai punti fermi nella nostra vita, e quello che prima poteva essere considerata una mia libera scelta diventa una prigione.
    L'estremo è sbagliato nella religione, nell'ateismo,nella politica e in qualsiasi altro contesto. Una mente aperta deve essere quindi, secondo me, aperta ad ogni tipo di confronto. Nelle discussioni però è facile credere di essere nel giusto e alzare la voce e chiudere le orecchie, anche a me è capitato di voler far prevalere la mia idea a tutti i costi, ovviamente sbagliando.
    Scegliere di essere liberi è una scelta coraggiosa perché significa mettersi in discussione e questo può far vacillare le nostre fondamenta, può anche farle crollare !!!
    Non voglio scrivere tanto come Andrea.. quindi passo e chiudo !
    Ciaooo !
    P.s. = se non si capisce o non è chiaro il concetto scusate ma ho scritto tutto d'un fiato..

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  2. Sarò molto più sintetica...
    Apprezzo la provocazione e spero sia punto di riflessione per ognuno di noi.
    Viviamo in un mondo dove non c'è più tempo per riflettere e prendiamo per buono tutto quello che ci viene scaraventato a dosso, è così, anche se involontariamente diventiamo schiavi del pensiero di altri (probabilmente più furbi di noi). Ho notato che spesso questo succede anche vicino a noi senza andare a vedere le televisioni o chissà che cosa, c'è chi "domina" e chi si "accontenta", faccio un piccolo esempio; cosa fare il sabato sera???: è una cosa stupidata ma, c'è sempre chi decide e gli altri si adeguano, poi ci si va a lamentare perchè non ci si è divertiti o perchè sono sempre le solite cosa.. E' così nella vita quotidiana come nel mondo della politica, ci priviamo della libertà di decidere e poi si ha il rimorso o la rabbia..
    Non so se centra molto con la riflessione di andre e la mari, ma questa cosa mi ha toccato molto.

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  3. Aaaa aggiungo una cosa, quando si decide di fare una cosa e la si fa insieme, qualunque sia il risultato il merito o la colpa è di tutti..

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  4. penso che la discussione sia il punto centrale di qualsiasi relazione.Ultimamente sto provando sulla mia pelle questa cosa. Quando si perde la capacità di discutere si perde anche la voglia di continuare e coltivare la relazione ma senza le cure giuste la relazione rischia di sfiorire. E' brutto vedere un'amicizia crollare pezzo per pezzo davanti ai propri occhi. Non mi dispiace l'idea estremista perchè se uno crede tanto in quell'ideale è libero di metterci tutte le forze a patto di rispettare l'altro. Ma per arrivare ad un'idea estremista bisogna essere anche estremamente aperti al dialogo perchè solo così l'idea è solida e degna di essere portata avanti. Senza ascoltare altri pareri e punti di vista come si può reputare il proprio pensiero giusto? In più anche se si è convinti di essere nel giusto si deve accogliere tutti i caratteri e tutti i pareri senza prevalere su nessuno.Fare questo è difficile,molto.Spesso ci si accorge dopo di quanto si è chiusi.Dio ci insegna come fare ad aprirci e a vivere in pace con l'altro basta ascoltarlo e questo spesso è ancora più difficile ma come dice robbi "noi cristiani siamo speciali" e perchè non dovremmo imparare a dialogare con tutti? Questo non è uno sforzo che dobbiamo fare da soli. Abbiamo la fortuna di vivere in un gruppo e mi sembra che tra amici ci si debba aiutare, sopratutto nei momenti di difficoltà.
    in palio per chi riesce a capire cosa ho scritto c'è un set di pinguini amanuensi!!!!!
    nico

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  5. missionario in terra sessese7 giugno 2011 alle ore 20:20

    Cavolo!!!!!!!!!!!
    siete diventati cosi sofisticati e profondi!!!!!!!
    A volte noi ci poniamo dei limiti e delle barriere nei confronti del "diverso",ma tutto ciò è sbagliato!!!!!!! A noi è chiesto di accogliere l'altro nella semplicità, senza farci delle domande, poichè chi ci ha accolto, non si è posto nessun limite su di noi!!!!
    Dobbiamo ricordarci sempre che un vero rapporto di amicizia, si basa sulla reciproca correzione, anche se ci tutto ciò infastidisce.
    Le persone nella vita crescono e fanno delle scelte, che noi dobbiamo rispettare, poichè siamo resi Liberi da Dio. Un ns amico che decide liberamente di non vivere certe esperienze con noi, bisogna spiegargli le motivazioni che ci spingono su una strada, e se lui non le condivide e si allontana, dobbiamo solo rispettare la sua idea, amarlo più di prima e soprattutto pregare per lui.

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