venerdì 29 aprile 2011

Indovina il fondoschiena/1

Iniziamo oggi una nuova rubrica, o meglio un nuovo quiz: indovina il fondoschiena!
 Un reporter misterioso in una giornata di primavera si è divertito a fotografare i sederi della gente. Così ho trovato nella mia macchina digitale tante foto di fondoschiena!
Bisogna abbinarli alle persone!
Questo è il primo .... buon divertimento!


lunedì 25 aprile 2011

Cristo è risorto veramente, alleluia!!!


Come i raggi del sole, a primavera, fanno spuntare e schiudere le gemme sui rami degli alberi, così l’irradiazione che promana dalla Risurrezione di Cristo dà forza e significato ad ogni speranza umana, ad ogni attesa, desiderio, progetto. Per questo il cosmo intero oggi gioisce, coinvolto nella primavera dell’umanità, che si fa interprete del muto inno di lode del creato. L’alleluia pasquale, che risuona nella Chiesa pellegrina nel mondo, esprime l’esultanza silenziosa dell’universo, e soprattutto l’anelito di ogni anima umana sinceramente aperta a Dio, anzi, riconoscente per la sua infinita bontà, bellezza e verità.
Benedetto XVI

La gioia del Cristo Risorto sia per tutti noi forza per fare rotolare via le pietre del nostro cuore, per lasciare spazio a segni di vita nuova!
Buona Pasqua!!!!

lunedì 18 aprile 2011

Preghiere in cattedrale e musica in piazza per i giovani della Diocesi


Come al solito noi di Sesso ci facciamo notare: tra tutte le parrocchie presenti alla veglia della GMG diocesana chi è finita sul giornale????? Mitici!!!!!!
 E' iniziata in sordina la Giornata della Gmg diocesana convocata ieri in piazza Prampolini, ma ha saputo rimediare in fretta.  Sotto l'occhio attento di don Giordano Goccini - timoniere della pastorale giovanile che, nel suo stile, non sale sul palco ma vigila dalle retrovie - i giovani delle parrocchie di tutta la Diocesi di Reggio e Guastalla hanno iniziato a radunarsi alle 18 per lasciarsi solo a tarda nottata, dopo un tour de force che di certo ha dato loro un assaggio delle giornate che vivranno a Madrid in occasione della Giornata mondiale della gioventù. Alle 18 i saluti e l'appello, con parrocchie come quella di Sesso che si sono fatte sentire a suon di grida e battiti di mani. Alle 18.30 un assaggio della musica e del mondo griffato Borghi Bros, i fratelli di Sassuolo reduci da X-factor.  Alle 19 un intenso momento di preghiera in cattedrale guidato dal vescovo Adriano Caprioli e dal suo ausiliare Lorenzo Ghizzoni con tanto di maxi schermo, e ancora la cena preparata dagli esperti di Campolungo, il concerto dei Borghi Bros e persino le ballerine volanti. In questo inusuale sabato delle Palme, che si è trovato a coincidere con le giornate del Festival della laicità ma che era già organizzato da tempo, si è perso il conto dei momenti forti: fra questi la comparsa sul palco di Renato Borghi, padre dei Borghi Bross, che con loro ha cantato «Il silenzio ascolterò», un brano dedicato al rapporto tra genitori e figli. «Se ora riusciamo a camminare da soli è solo perché qualcuno ce l'ha insegnato - hanno detto i due giovani cantanti "fratelli dalla nascita" svelando alcuni teneri dettagli della loro infanzia - quando avevamo rispettivamente 4 e 6 anni papà è arrivato a casa con un pianoforte e da lì la musica ci ha sempre unito». Mentre sul palco come in cattedrale veniva servito, caldissimo, l'antipasto alla Gmg di Madrid, che vedrà partire centinaia di giovani reggiani per andare a incontrare il Papa, fuori impazzavano le iscrizioni e la vendita della t-shirt celebrativa. Il tema di   fondo? «Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede», tra passato, presente e futuro. Le iscrizioni: entro Pasqua si dovrà avere il numero esatto dei partecipanti che saranno prima protagonisti di un gemellaggio con la città di Girona e poi del cammino mondiale che culminerà con la veglia di Benedetto XVI.
Gazzetta di Reggio - 17 aprile 2011

E sul sito della diocesi tutte le foto (e no sempre in primo piano!!!): http://www.diocesi.re.it/diocesi_di_reggio_emilia_guastalla/multimedia/00022352_Photogallery.html

In cammino con Gesù verso la croce


La nostra processione odierna vuole quindi essere l’immagine di qualcosa di più profondo, immagine del fatto che, insieme con Gesù, c’incamminiamo per il pellegrinaggio: per la via alta verso il Dio vivente. È di questa salita che si tratta. È il cammino a cui Gesù ci invita. Ma come possiamo noi tenere il passo in questa salita? Non oltrepassa forse le nostre forze? [...] I Padri hanno detto che l’uomo sta nel punto d’intersezione tra due campi di gravitazione. C’è anzitutto la forza di gravità che tira in basso – verso l’egoismo, verso la menzogna e verso il male; la gravità che ci abbassa e ci allontana dall’altezza di Dio. Dall’altro lato c’è la forza di gravità dell’amore di Dio: l’essere amati da Dio e la risposta del nostro amore ci attirano verso l’alto. L’uomo si trova in mezzo a questa duplice forza di gravità, e tutto dipende dallo sfuggire al campo di gravitazione del male e diventare liberi di lasciarsi totalmente attirare dalla forza di gravità di Dio, che ci rende veri, ci eleva, ci dona la vera libertà.[…] La questione di come l’uomo possa arrivare in alto, diventare totalmente se stesso e veramente simile a Dio, ha da sempre impegnato l’umanità. Sant’Agostino  disse che la forza dell’uomo e di tutte le sue purificazioni non basta per portarlo veramente all’altezza del divino, all’altezza a lui adeguata. E disse che avrebbe disperato di se stesso e dell’esistenza umana, se non avesse trovato Colui che fa ciò che noi stessi non possiamo fare; Colui che ci solleva all’altezza di Dio, nonostante la nostra miseria: Gesù Cristo che, da Dio, è disceso verso di noi e, nel suo amore crocifisso, ci prende per mano e ci conduce in alto. 
(Benedetto XVI, domenica delle Palme 2011)

domenica 10 aprile 2011

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà


Una piccola riflessione sul Vangelo della V domenica di quaresima per prepararci alla Pasqua ormai vicina.
In quel tempo, le sorelle  di Lazzaro  mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».  Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro.  Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».  Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
GV 11

Gli amici di Gesù soffrono: Lazzaro è morto. Di fronte alla morte, alla sofferenza sono tanti gli interrogativi: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!” oppure perché Signore, perché proprio a me? Perché proprio a questo mio amico, fratello o sorella, figlio, marito o moglie? Perché? “Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato”. La glorificazione di Dio, di suo Figlio passa per la morte, per la sofferenza della croce: sulla croce Dio viene innalzato, mostra la sua grandezza. Che paradosso!
Dio è accanto alla sofferenza dell’uomo, fino al punto di piangere; ma non si ferma qui. Ci lancia un messaggio di speranza, di resurrezione (sperimentabile già in questa vita!): se credi in me, se hai fiducia in me allora anche se muori, vivrai!
E noi riusciamo a credere in questo? Riusciamo ad andare oltre le piccole “morti”, debolezze, sofferenze della nostra vita quotidiana per essere discepoli del risorto portando segnali di vita là dove regna la “morte”?

giovedì 7 aprile 2011

Guardate a lui e sarete raggianti

TUTTI IN PIAZZA A REGGIO PER LA VEGLIA DELLE PALME
I giovani della diocesi convocati in piazza Duomo per la vigilia delle Palme
Sabato 16 aprile i giovani della Diocesi di Reggio si ritroveranno per l'appuntamento diocesano più importante dell'anno. Sarà la Piazza centrale della città, insieme alla Cattedrale che vi si affaccia, ad accoglierli e a fare da cornice all'evento. Al centro della serata vi è la ricerca di uno sguardo nuovo sulla vita come chiamata a realizzare un grande progetto: guardate a lui e sarete raggianti!.
Alle 18 i gruppi parrocchiali sono attesi in piazza, dove conosceranno i Borghi Bros, due giovani musicisti di Sassuolo che hanno partecipato alla trasmissione X-factor nel 2010. Ci allieteranno con la loro musica, ma ci trasmetteranno anche, con l aiuto di Martino e Giulia la loro esperienza un po' speciale di figli e fratelli.
Alle 19.00 ci sposteremo in Cattedrale per una riflessione e la preghiera con il Vescovo. Ascolteremo le testimonianze un po' singolari di Cristina, ragazza down che non ha rinunciato a progettare il proprio futuro e Giovanni, diacono della nostra diocesi avviato al sacerdozio. Giovani che hanno scelto come e soprattutto per chi vivere la loro vita. Il vescovo Adriano ci confermerà nell'impegno a testimoniare il risorto nella quotidianità delle nostre comunità e nell'esperienza straordinaria di Madrid.
Gli amici di Campolungo ci prenderanno per la gola offrendoci un buon piatto di pasta montanara e poi concerto con i Borghi Bros. Alle loro melodie si alterneranno tre performances che vogliono sottolineare le dimensioni del percorso formativo di quest'anno: il presente come sintesi del passato che proietta uno sguardo verso il futuro.
Il passato sarà rappresentato da un performance di trampolino olimpico, il presente da un videoproiezione sulla facciata del Duomo e il futuro da un esibizione di danza verticale dalla Torre Civica della Piazza. In continuità con le giornate degli ultimi anni, saranno le discipline artistiche e rappresentare visivamente i contenuti della serata.
A questo appuntamento sono invitati tutti i giovani e i ragazzi della Diocesi dai 14 anni. Vuole essere il cuore degli impegni e degli sforzi pastorali delle comunità nei confronti delle nuove generazioni. È un appuntamento ormai consolidato, voluto in tutte le diocesi nella domenica delle Palme proprio da Giovanni Paolo II, beato tra pochi giorni. Egli vedeva nei giovani le sentinelle del mattino chiamati a testimoniare la speranza viva che è in loro. Un po' di chiasso, che Reggio non potrà dimenticare.

Mi fido di Te!

Ecco alcune foto del ritiro del 2-3 aprile a Prato di Correggio!





lunedì 4 aprile 2011

Credo, Signore!

Un breve commento al vangelo della IV domenica di quaresima per continuare le riflessioni fatte durante i due giorni di ritiro.


In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: «Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco?». Rispose Gesù: «Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è perché in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può agire. Finché io sono nel mondo, sono la luce del mondo». Detto questo,  sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva.
Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Allora gli domandarono: «In che modo ti sono stati aperti gli occhi?». Egli rispose: «L’uomo che si chiama Gesù ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: “Va’ a Sìloe e làvati!”. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vista». Gli dissero: «Dov’è costui?». Rispose: «Non lo so».
Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». ] Ma i Giudei non credettero di lui. […] Gesù lo trovò e gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.
GV 9

Il cieco ha ascoltato la Parola di Gesù: và a lavarti nella piscina di Siloe. Il cieco si fida di quella voce, và e guarisce.  Al ritorno, con gli occhi vede colui che gli aveva parlato, riconosce e crede nel Signore. E noi ci fidiamo della sua Parola?
Abbiamo anche noi bisogno di aprire gli occhi e le orecchie per vedere la presenza silenziosa ma reale di Gesù nella nostra vita!!!!