domenica 27 marzo 2011

Appuntamenti importanti!

Quattro appuntamenti molto importanti:
- venerdì 1 aprile ore 21:00 in cattedrale: stazione quaresimale in ricordo di Giovanni Paolo II animata dai giovani della nostra zona. Tema: le sentinelle del mattino.
- sabato 2 e domenica 3 aprile: ritiro quaresimale a Parto di Correggio. Partenza ore 15:00 dalla chiesa, rientro ore 17:00 circa di domenica. Portare 15 euro per il soggiorno. Dare conferma entro martedì.
- venerdì 8 aprile ore 21:00 in cattedrale: stazione quaresimale in cattedrale in preparazione alla GMG di Madrid.
- sabato 16 aprile  ore 18:00 in cattedrale: veglia diocesana in preparazione alla GMG. Momento di preghiera in duomo, testimonianza, cena e concerto dei Borghi Bros in piazza!

Ricordiamo inoltre che giovedì 31 marzo si chiudono le iscrizioni per Madrid. C'è ancora posto!!!!!

Dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete!


 Una breve riflessione al Vangelo della III domenica di quaresima per questa settimana.

In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani.
Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna: «Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?».
Gesù le risponde: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua».  Le dice: «Va’ a chiamare tuo marito e ritorna qui». Gli risponde la donna: «Io non ho marito». Le dice Gesù: «Hai detto bene: “Io non ho marito”. Infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replica la donna: «Signore,  vedo che tu sei un profeta! [..]«So che deve venire il Messia, chiamato Cristo: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo con te». 
In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliavano che parlasse con una donna. Nessuno tuttavia disse: «Che cosa cerchi?», o: «Di che cosa parli con lei?». La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?».
Gv 4

La donna ha sete, si reca al pozzo. Ha un bisogno e cerca un modo per soddisfarlo. Lì incontra un uomo, Gesù che le racconta la sua storia, legge il suo cuore e le promette un dono grande: l’acqua che disseta per l’eternità. E noi abbiamo sete? Quali sono i nostri bisogni, le nostre domande? Quali sono i pozzi (a volte vuoti) da cui attingiamo per dissetarci? Ci dissetano veramente?Sei tu, Signore l’unico che ci disseta: è vero anche per noi?

giovedì 24 marzo 2011

Io voglio servire Gesù

Oggi la Chiesa dedica una giornata di preghiera e digiuno per i missionari martiri.
Per l'occasione  riportiamo di seguito un “testamento spirituale” di Shahbaz Bhatti, il ministro per le minoranze religiose in Pakistan ucciso di recente in un agguato.

* * *
Mi sono state proposte alte cariche al governo e mi è stato chiesto di abbandonare la mia battaglia, ma io ho sempre rifiutato, persino a rischio della mia stessa vita. La mia risposta è sempre stata la stessa: «No, io voglio servire Gesù da uomo comune».
Questa devozione mi rende felice. Non voglio popolarità, non voglio posizioni di potere. Voglio solo un posto ai piedi di Gesù. Voglio che la mia vita, il mio carattere, le mie azioni parlino per me e dicano che sto seguendo Gesù Cristo. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora – in questo mio sforzo e in questa mia battaglia per aiutare i bisognosi, i poveri, i cristiani perseguitati del Pakistan – Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita. Voglio vivere per Cristo e per Lui voglio morire. Non provo alcuna paura in questo paese.
Molte volte gli estremisti hanno cercato di uccidermi e di imprigionarmi; mi hanno minacciato, perseguitato e hanno terrorizzato la mia famiglia. Gli estremisti, qualche anno fa, hanno persino chiesto ai miei genitori, a mia madre e mio padre, di dissuadermi dal continuare la mia missione in aiuto dei cristiani e dei bisognosi, altrimenti mi avrebbero perso. Ma mio padre mi ha sempre incoraggiato. Io dico che, finché avrò vita, fino all’ultimo respiro, continuerò a servire Gesù e questa povera, sofferente umanità, i cristiani, i bisognosi, i poveri.
Voglio dirvi che trovo molta ispirazione nella Sacra Bibbia e nella vita di Gesù Cristo. Più leggo il Nuovo e il Vecchio Testamento, i versetti della Bibbia e la parola del Signore e più si rinsaldano la mia forza e la mia determinazione. Quando rifletto sul fatto che Gesù Cristo ha sacrificato tutto, che Dio ha mandato il Suo stesso Figlio per la nostra redenzione e la nostra salvezza, mi chiedo come possa io seguire il cammino del Calvario. Nostro Signore ha detto: «Vieni con me, prendi la tua croce e seguimi». I passi che più amo della Bibbia recitano: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro.
Per cui cerco sempre d’essere d’aiuto, insieme ai miei colleghi, di portare assistenza ai bisognosi, agli affamati, agli assetati.

domenica 20 marzo 2011

Signore, è bello per noi essere qui!


 II domenica di quaresima
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo». All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo. Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
 Mt 17, 1-9

Questo brano ci insegna a  vedere la bellezza di Dio nel volto di Gesù che ci si rivela nella realtà: nel volto degli altri e negli avvenimenti della vita, a tal punto che anche a noi venga spontaneo ripetere le parole di Pietro: “Signore, è bello per noi essere qui”, per gustare la presenza del Signore, il dialogo con Lui e rafforzare così la volontà di seguirlo. 
Quanto riusciamo a riconoscere questa bellezza?
Quanto riusciamo a testimoniare con la nostra vita, il nostro servizio, le nostre opere di carità, le nostre relazioni che Gesù è bello?

giovedì 17 marzo 2011

Stiamo uniti!


In occasione della festa dei 150 dell’unità d’Italia, pubblichiamo il testo di questa canzone “rinascimento” cantata da Morandi a Sanremo. Parlando del nostro paese, la canzone contiene anche una riflessione sulla fede (l’argomento degli incontri di quest’anno) e sulla sua capacità di far vedere il mondo in modo nuovo, secondo una diversa prospettiva.

Questo mondo tende la sua mano
forse cerca Dio
cerca aiuto a Dio.
Sento questo mondo ormai lontano
questo mondo nostro
questo mondo mio.

E mi rivedo da bambino
nei ruscelli con quell’ acqua trasparente.

Come adesso è la mia mente
che già vola sul mare
perchè vuole cercare
qualche cosa di vero
qualche cosa di puro
che assomiglia all’ amore
che ci manca da tanto
e che ormai
noi viviamo nel sogno.

Ma che accade in questo mondo
sembra un altro mondo
che ci fa paura
che ci fa tremare
cosa accade
dentro in fondo a noi
batte ancora il cuore
o è già morto ormai
Questa sete di potere
di potere e denaro
un destino troppo amaro.

La soluzione forse è pregare
credere di più
in ciò che vale.
Una vita più spirituale

meglio adesso sai
prima di morire.

Poi forse nasceranno rose
la coscienza che nasce nelle case.

Una nuova conoscenza
innocenza e sapienza
che riunisce la gente…
La gente che ci ascolta
con il cuore ci sente
una luce sorgente
che irradia le menti e si stende
sulle albe e i tramonti.

Finirà lo smarrimento
sarà un rinascimento
la speranza grande
che ci fa vibrare
fino in fondo
sentiremo poi
qualcosa dentro noi
viva più che mai
un miracolo la fede
la gioia di chi crede.

Finalmente un nuovo mondo
un nuovo mondo.

domenica 13 marzo 2011

Non metterai alla prova il Signore Dio tuo


Riportiamo il Vangelo della Prima domenica di quaresima e una piccola riflessione: un invito per la settimana a riflettere e meditare la Parola di Dio che oggi abbiamo ascoltato.
In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. 
Mt 4, 1-11

Gesù aveva digiunato 40 giorni e 40 notti e aveva fame, era in uno stato di debolezza, stanchezza solitudine. Il diavolo ne approfitta e lo mette alla prova. Il diavolo ci tenta, ci provoca, ci invita ad allontanarci da Dio, dal Bene proprio nei momenti di difficoltà. Di fame, di stanchezza. E Gesù ci insegna a rispondere, a vincere le tentazioni (il male non ha l’ultima parola, Dio vince, la resurrezione lo dimostra!): fidarci di Lui, affidarci a Lui, ascoltare la sua Parola, nutrirci della Sua Parola.
“Non di solo pane vivrà l’uomo ma di ogni parola che esce dalla sua bocca”: quante volte soddisfiamo la nostra fame di relazioni profonde, di giustizia, di amore, di felicità con beni materiali o situazioni ci illudono e ci allontanano da Dio?
“Non metterai alla prova il Signore tuo Dio”: quante volte dubitiamo, non ci fidiamo, mettiamo alla prova Dio?
“Il Signore, Dio tuo adorerai: a lui solo renderai culto”: quante volte adoriamo altri dei, ci costruiamo degli idoli, non mettiamo al centro della nostra vita e della nostre relazioni Dio?

martedì 8 marzo 2011

Ama la vita così com'è


In occasione della festa della donna (auguri a tutte le donne!!!) riportiamo un pensiero di una donna speciale per la Chiesa e per il mondo: Madre Teresa di Calcutta.
Ama la vita così com'è.
Amala pienamente, senza pretese;
amala quando ti amano
o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re:
Amala quando ti rubano tutto
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo
nemmeno un po'.

Amala nella felicità
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.
Non vivere mai senza vita!

venerdì 4 marzo 2011

Ritorno al Futuro: foto

Ritorno al futuro: stanza "presente".
(

Ovviamente quelli di Sesso ci sono in quasi tutte e si  fanno sempre notare!!! (Le foto sono consultabili sul sito  www.pastoralegiovani.re.it/  sezione immagini!!!)