Invitiamo a condividere, per chi a partecipato,
un pensiero su “Ritorno al futuro”, incontro dei giovani della città in
preparazione a Madrid sul tema delle scelte. Riportiamo di seguito, una parte della riflessione finale
curata da don Francesco.
“Sono un liceale e ti scrivo per un aiuto, un
consiglio o un parere. La scuola non va … non riesco a metterci il cuore come
dici tu … poi il problema più grosso … non riesco a darmi uno scopo in questa
vita che mi sembra così tanto monotona. Forse questo è dovuto al fatto che non
ho un sogno … anche quello non riesco a trovarlo. Penso alle cose che mi fanno
vibrare il cuore e sono tutte banalità … quando esco il sabato sera e quando
vedo la mia squadra giocare”.
“Mi
riconosco molto in Leo. Un ragazzo che cerca il suo sogno, come cerco di fare
io. Anche se mi sembra di non riuscirci, mi sembra di non trovare nulla che mi
appassioni davvero. Cerco di non abbattermi, perché credo che la vita sia
troppo breve per essere tristi, o odiare qualcuno o qualcosa. E credo che sia
necessario essere curiosi e avere voglia di vivere, di essere felici e di
procurare felicità agli altri”.
“Ho
capito che non bisogna accontentarsi delle banalità che ci offre la vita, ma
bisogna combattere e impegnarsi in ogni cosa”.
Se
non portiamo i ragazzi a fare uso della libertà, che è scegliere, le loro vite
piombano nella paura o nella monotonia del benessere e dell’individualismo. Le
cose non bastano mai, si rovinano, si rompono. Siamo ancora capaci di sognare
le loro vite, di prenderci cura del loro destino, di proteggerli, ascoltarli e
sfidarli in grandi imprese, portandoli a scegliere ogni giorno?
Abbiamo
insegnato loro la libertà di indifferenza: la libertà “da”, invece di quella
“per”. Chiedete ad un ragazzo che cosa sia la libertà e vi dirà: “fare ciò che
si vuole” o “ciò che finisce dove comincia quella di un altro”. La prima
definizione è falsa, la seconda è vuota. La libertà è decidere come giocarsi la
vita, Ma quali dei ragazzi toccano ciò che vale la pena scegliere? Quanti di
loro vengono abituati a scegliere davvero e non solo tra due marche, tra due
film, tra due cellulari, due giochi per la playstation?
Alessandro D’Avenia
Siamo
chiamati ogni giorno a scegliere liberamente tra il bene e il male, a scegliere
come impiegare o meglio donare la nostra vita. Vi auguro di trovare delle
persone, dei punti di riferimento che vi aiutino a scegliere il bene nella quotidianità.
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