lunedì 8 novembre 2010

Gli uomini sono esseri in ricerca: il cammino di Santiago


«Per i discepoli che vogliono seguire e imitare Cristo, servire il fratello non è più una me­ra opzione, ma parte essenziale del proprio essere. Un servizio che non si misura in base ai criteri mondani dell’immediato, del materiale e del­l’apparente, ma perché rende pre­sente l’amore di Dio per tutti gli uomini e in tutte le loro dimensioni, e dà testimonianza di Lui, anche con i gesti più semplici. Nel proporre questo nuovo modo di relazionarsi nella comunità, basato sulla logica dell’amore e del servizio, Gesù si ri­volge anche ai «capi dei popoli», per­ché dove non vi è impegno per gli altri sorgono forme di prepotenza e sfruttamento che non lasciano spa­zio a un’autentica promozione u­mana integrale. E vorrei che questo messaggio giungesse soprattutto ai giovani: proprio a voi, questo con­tenuto essenziale del Vangelo indi­ca la via perché, rinunciando a un modo di pensare egoistico, di breve portata, come tante volte vi si pro­pone, e assumendo quello di Gesù, possiate realizzarvi pienamente ed essere seme di speranza.
Questo è ciò che ci ricorda an­che la celebrazione di questo Anno Santo Compostelano. E questo è quello che nel se­greto del cuore, sapendolo esplici­tamente o sentendolo senza saper­lo esprimere a parole, vivono tanti pellegrini che camminano fino a Santiago di Compostela per abbrac­ciare l’Apostolo. La stanchez­za dell’andare, la varietà dei paesaggi, l’incontro con per­sone di altra nazionalità, li a­prono a ciò che di più profon­do e comune ci unisce agli uomini: esseri in ricerca, es­seri che hanno bisogno di ve­rità e di bellezza, di un’espe­rienza di grazia, di carità e di pace, di perdono e di redenzione. E nel più nascosto di tutti questi uo­mini risuona la presenza di Dio e l’a­zione dello Spirito Santo. Sì, ogni uo­mo che fa silenzio dentro di sé e prende le distanze dalle brame, de­sideri e faccende immediati, l’uomo che prega, Dio lo illumina affinché lo incontri e riconosca Cristo. Chi compie il pellegrinaggio a Santiago, in fondo, lo fa per incontrarsi so­prattutto con Dio, che, riflesso nel­la maestà di Cristo, lo accoglie e be­nedice nell’arrivare al Portico della Gloria.»
Benedetto XVI, Santiago de Compostela, 6 novembre 2010

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