domenica 28 novembre 2010

LA CORONA DELL'AVVENTO - 1°DOMENICA

Oggi inizia l'avvento, un tempo d'attesa di Dio che incontra 
l'uomo attraverso Gesù. 
Per prepararci al Natale, proponiamo ogni settimana
una piccola riflessione/parola su cui riflettere.
 
IL CERO DELLA PREGHIERA VIGILANTE
La preghiera è come il collirio: dona occhi limpidi.
La preghiera è come un cellulare: mette in contatto ovunque con Dio.
La preghiera è come un faro nella notte: indica la direzione e dona speranza.
La preghiera è come un paracadute: dà sicurezza proprio quando c’è il vuoto attorno.

Cineforum – “Juno”


Trama: Juno, é un'adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco; in realtà, dietro un'apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker un ragazzo timido e riservato. Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah, Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo. Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli occhi su Mark e Vanessa Loring, una benestante coppia che vive nei quartieri alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull'aiuto ed il sostegno del padre e della matrigna  i quali, dopo lo shock iniziale le danno tutto l'appoggio di cui ha bisogno. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. Con il passare dei mesi, i cambiamenti fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un coraggio e un'intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età, Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un'esuberanza giovanile che è al contempo intelligente ed inaspettata.

Spunti per il dibattito e la riflessione personale:

> JUNO E LA CRESCITA PERSONALE: come cambia l'atteggiamento di Juno durante il film? Quale è il suo comportamento "di facciata" e quale invece la sua natura più profonda? Cerchiamo di riflettere sia sulla possibilità di crescere a partire da esperienze in prima misura negative (mi affido al Signore: anche da una situazione che non vorrei, come una gravidanza imprevista, possono nascere cose belle) sia sulla necessità di non giudicare le altre persone solo dal loro atteggiamento esteriore. Il senso di responsabiltà di Juno, all'inizio molto scarso, cresce durante la gravidanza nonostante l'età giovane della ragazza; il senso di responsabilità si Mark, adulto invece diminuisce fino a capire di non essere pronto per diventare padre.

> JUNO E IL MONDO GIOVANILE: pensi che Juno e i suoi amici rispecchino il mondo giovanile di oggi? La sessualità è presentata quasi come un gioco: cosa ne pensi? Ti senti sostenuto dalle persone che ti sono vicine (famiglia, amici)? Vedi nei tuoi amici il coraggio di fare scelte controcorrente o che, comunque, possono portare ad essere esclusi e giudicati? E tu come ti comporteresti davanti a una situazione imprevista? Credi nelle relazioni per sempre?

> JUNO E IL TEMA DELLA VITACome viene trattato il tema della vita? Cosa pensi dell'aborto? E' importante il sostegno della famiglia e degli amici in questa situazione?
 

venerdì 26 novembre 2010

8° incontro giovanissimi del 24-11-2010

-Dio creatore dell’uomo-Amante della vita parte 1-
E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò:  maschio e femmina li creò. Gn 1,27

Io ti rendo grazie:hai fatto di me una meraviglia stupenda;meravigliose sono le tue opere,le riconosce pienamente l'anima mia. Sal 139,14

Dio è il Creatore dell'uomo e quindi la nostra vita è un DONO preziosissimo.  La nostra vita va un VALORE e richiede di essere rispettata. Purtroppo non sempre è così: ci sono alcune situazioni in cui non viene rispettata, pertanto ci sono persone che pur di proteggere la vita di altrii sacrificano la propria.: la vita è donata! Noi non siamo padroni della nostra vita e di quella degli altri, ma siamo custodi!!!  Essere cristiani richiede di VIVERE LA VITA PIENAMENTE, senza sprecarla e promuovere il RISPETTO e la DIGNITA' della vita di ogni essere umano in tutte le circostanze in cui egli si trova. 
Di seguito alcune testimonianze "forti" di vita vissuta, non rispettata, donata.

1. «Non curatemi Il mio bambino deve nascere
«Quando ha saputo di essere ammalata e che l’alternativa erano le cure o la vita del bambino, mia moglie non ha avuto dubbi. Ha sospeso la chemioterapia e ha aspettato che il nostro piccolo venisse alla luce. Poi ha ricominciato a curarsi ma ormai era troppo tardi». Poche parole asciutte e dignitose come è costume della gente della montagna e poi la sobrietà di un silenzio che non nasconde il dolore: Adelmo Stefanelli, 66 anni, operaio in pensione, ha dato ieri l’ultimo saluto a sua moglie Malgorzata - Margherita -Burakowska, 39 anni polacca, nella chiesa di Castelnovo né Monti sulla montagna reggiana. La donna, nel 2008, ha rifiutato le cure per fare nascere il piccolo Gabriele che oggi ha 19 mesi e si è spenta stroncata da un tumore al seno. 
2. «Ciao, grande!! 
Marcello Vezzani  cresce nella parrocchia di Madonna di Fatima di Correggio. Fin dalla scuola media inizia il suo impegno alla Casa della Carità di Fosdondo, condividendo con gli ospiti molti momenti durante la settimana e periodi di vacanza. Alla messa della domenica lo si può trovare puntualmente in un banco di sinistra, con un ospite della Casa della Carità. Anche la musica fa parte della sua vita: fin da bambino inizia a fare parte della banda cittadina, dopo lunghi anni di solfeggio, diventa percussionista ufficiale. Si iscrive all’università di Modena e Reggio Emilia, alla facoltà di Chimica che conduce brillantemente. In famiglia Marcello è un segno dell’amore del Signore, sempre desideroso che la gioia sia il pane quotidiano della vita di ogni giorno, e accoglie con il sorriso chiunque bussi alla loro porta, soprattutto gli extra comunitari. In parrocchia fa parte con entusiasmo alla compagnia degli attori “Per caso” e recita nel musical “Con la vita dentro” sulla vita del beato Pier Giorgio Frassati.
I suoi amici sono abituati a vederlo sempre di corsa, in sella alla sua bicicletta, che corre dalla messa a lezione, alla Casa della Carità, all’oratorio.. sempre di corsa, quasi non voler sprecare neanche un momento della sua giovinezza, preoccupato dal non perdere nessuna occasione di bene. Sempre pronto a fermarsi per due chiacchiere, con il suo puntuale saluto: “Ciao grande!!”.
Giovedì 5 giugno 2003, lascia di corsa l’università a Modena, è un giorno speciale: ha finito con la sua professoressa la tesi di laurea e deve correre a casa per annunciare ai genitori la sorpresa che si laureerà a luglio. Non arriverà mai a casa, perché un collasso lo stronca proprio davanti alla sede del 118 del Policlinico, a nulla vale il soccorso portato immediatamente. Marcello cade a terra stringendo al petto la sua tesi, ma … è già in Paradiso! Una vita “normale”, senza gesti eclatanti ma semplicemente piena.

L’ultimo saluto (dall’omelia del parroco don Walter Rinaldi):
«La sua fede era entusiasta, come era contento del dono della vita, così giustamente viveva e manifestava con naturalezza la gioia che scaturisce dalla fede in Gesù Cristo anche di fronte alle difficoltà. Da dove gli venivano questa forza e questo entusiasmo? Gli venivano dall’Eucarestia, perché è l’Eucarestia che fa i cristiani; è Gesù che ce lo ricorda “Chi mangia la mia carne, avrà la vita”. Quasi ogni sera lo vedevamo arrivare di corsa, come sempre, dall’università per partecipare alla celebrazione dell’Eucarestia e nutrirsi del Corpo di Cristo che dà la forza per una vita cristiana seria e coerente.
Ci consola anche il pensiero profondo di S. Agostino che scrisse, in occasione della sua santa madre Monica, “Non è tanto la lunghezza della vita che conta, ma l’intensità e la serietà con cui si vive”. Tu Marcello hai vissuto intensamente ogni giorno».


3. «Scegliete, e lo esigo, il bimbo: salvate lui!»

 Gianna Beretta mamma di 3 figli e medico nel 1961 si scopre di nuovo incinta, ma a fianco dell'utero cresceva un grosso fibroma asportabile solo con un intervento chirurgico. Nel suo cuore di medico si scatena la lotta: la sua vita o la vita del bimbo con la morte sicura della madre? La scelta è per la vita del figlio: quello che ha fatto non l'ha fatto per andare in Paradiso, sono le parole del marito, l'ha fatto perché si sentiva una mamma.

Il 20 agosto del 1962, Venerdì Santo, Gianna entra nell'ospedale di Monza per affrontare un intervento chirurgico che non può essere dilazionato e che rivelerà tutto il suo coraggio e la sua fede in Dio. Al marito prima del parto dice, con tono fermo e al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticherà mai più: se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete, e lo esigo, il bimbo: salvate lui!

Il 21 aprile alle ore 11, dopo il taglio cesareo, ecco una bella bimba. Sarà chiamata, per volontà del padre, Gianna Emanuela: Gianna in ricordo della madre ed Emanuela per ricordare la presenza di Dio tra di noi, anche nei momenti più difficili della vita. Dopo qualche ora dal parto iniziarono per lei sofferenze inaudite, la lunga agonia, durante la quale per salvarla fu tentato tutto. Gesù invocato e ricevuto tante volte, le diede la forza per l'ultimo dono di vita... si spense mormorando: Gesù, ti amo. Erano circa le 8 del 28 aprile 1962. Aveva 39 anni.

Il 24 aprile del 1994 Papa Giovanni Paolo II la dichiarò Beata dicendo: "Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante".

La sua vita su questa terra, durata solo 40 anni, ha lasciato un segno indelebile: è possibile amare fino a dare la vita per colui che si ama.
  
Le parole di Gianna:
“Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. La felicità è avere Gesù nel cuore. È vivere momento per momento, e ringraziare il Signore di tutto ciò che egli, nella sua bontà, ci manda.”


4. Accusata dalle compagne di lavoro
Il giorno in cui la vita di Asia Bibi è cambiata è il 18 giugno 2009: 37 anni e madre di 4 figli, appartenente ad una delle sole tre famiglie cristiane (su 1.500) del villaggio di Ittanwali, nel Punjab in Pakistan, Asia lavorava come al solito nella tenuta agricola di un proprietario musulmano. Ma per l’ennesima volta le compagne di lavoro invitavano con insistenza Asia ad abbandonare la sua religione cristiana e a diventare musulmana. Alle sue resistenze, quel giorno, seguì una discussione molto animata durante la quale Asia manifestò con parole chiare la sua fede cristiana, arrivando anche a nominare il nome di Maometto. Tanto è bastato perché le sue compagne di fatica si arrabbiassero, la insultassero e le facessero violenza, arrivando a rinchiuderla. Di lì la situazione è peggiorata settimana per settimana: Asia da allora è stata tenuta sotto custodia dalla polizia locale della città di Nankana sotto pressione degli estremisti musulmani. Fino alla condanna a morte di domenica 7 novembre con l’accusa di blasfemia.

giovedì 18 novembre 2010

A proposito di custodire il creato....

Per stare in tema con l'ultimo argomento trattato negli incontri, proponiamo questa simpatica canzone!
il contadino

7° incontro giovanissimi del 17-11-2010


- Dio creatore di tutte le cose/2 –
RAPPORTO TRA L’UOMO E L’AMBIENTE
Il Cantico delle Creature.  

- visione di una serie di immagini  che si susseguono una dopo l’altra, raffiguranti i più bei paesaggi naturali del pianeta;
- ascolto de " il Cantico delle Creatur"e musicato e cantato da Branduardi;
- degustazione di una tisana rilassante fatta con i frutti del creato.


NON CRISTIANO:

L’uomo è spinto (indipendentemente dalle proprie idee religiose) dal senso civile e dallo stesso istinto di sopravvivenza a rispettare l’ambiente che lo circonda, in quanto riconosce che il proprio forte e “rapido” impatto sulla natura è in grado di alterare i meccanismi lenti su cui si basano gli equilibri ambientali.

CRISTIANO:
- Dio affida all’uomo una posizione privilegiata tra tutte tra tutti gli altri esseri del creato, in quanto gli dona l’intelligenza ed il libero arbitrio. Proprio per questo, l’uomo è chiamato a “custodire” le altre creature, ad esserne garante nei confronti di Dio.

- L’uomo rimane però “creatura” e non “creatore”: egli non può essere padrone dell’ambiente che lo circonda, ma lo deve proteggere e condividere con tutti, comprese le generazioni future.

- In quanto generati dallo stesso Padre, l’uomo deve riconoscere un rapporto di fratellanza speciale che lo lega a tutte le altre creature. Tale considerazione nasce e si concretizza nella possibilità di vedere nella bellezza di tutto ciò che ci circonda la medesima “impronta”, ovvero la mano dello stesso Dio Creatore.
- Vedere un bel paesaggio, rimanere stupiti o meravigliati di fronte alla natura può essere un modo per scoprire la fede, avvicinarsi a Dio, scoprire la Sua bellezza! Ti è mai capitato?



lunedì 15 novembre 2010

Due amici a confronto


Intervista doppia

NOME    Federico
NOME  Davide
SOPRANNOME  
Chicco, Fede, Feddy e basta.
SOPRANNOME   
Dado poi c’è Davvo, poi Di,  Daddo
SCUOLA   Ariosto Spallanzani
SCUOLA  Il mitico Zanelli
COSA SIGNIFICA PER TE STUDIARE? Errrrrrrrrrrrrr…..Passo
COSA SIGNIFICA PER TE STUDIARE? Passare dei momenti tristi su dei libri e ricordare cosa c’è scritto!
UNA DELLE COSE PIU’ BELLE CHE HAI FATTO
Cantare Gianna a Rimini con Dado e Maicol
UNA DELLE COSE PIU’ BELLE CHE HAI FATTO Strip poker tra maschi a Rimini (Maicol è rimasto mnudo!!!!!!)
LA FIGURA DI M… PIU’ BELLA CHE HAI FATTO Aver chiamato mamma la prof. d’italiano durante una verifica!
LA FIGURA DI M… PIU’ BELLA CHE HAI FATTO Stavo diffamando un prof. sulla sua presunta omosessualità…. lui era dietro di me! Ops!!!
HOBBY  Chitarra, calcio
HOBBY  Calcio
SQUADRA PREFERITA
Qua ci va l’onore: forza Laziooooooo!!!!!! ma anche forza Regiaaaaaa!!! forza F.C. Sessooooooo!!!!
SQUADRA PREFERITA
Forza Regia….. e Parma m….!!!
PERCHE’ TENTI DI GIOCARE A CALCIO? Per sentire gli insulti-motivazioni contro di me di Alberto mentre corro!
PERCHE’ GIOCHI A CALCIO?
Per far male agli avversari e divertirmi dai..
COSA PROVI QUANDO VINCI UNA PARTITA? Gli avversari di coppe vedono solo i prosciutti!!
COSA PROVI QUANDO VINCI UNA PARTITA?
Gli altri sono delle mezze checche!!!
COSA PROVI QUANDO PERDI UNA PARTITA? Violenza materiale contro il prossimo mio!!!! (la famigggia)
COSA PROVI QUANDO PERDI UNA PARTITA?
Ehhhh…..Se non ci fosse Strozzi!!!!!! Quanti mondiali avremmo vinto!
COSA PENSI DEI TUOI ALLENATORI?
Ci preparano bene ma Alberto mi fa correre troppo… grande Alberto.. ma noi siamo fiacconi… ma adesso che c’è la nebbia è il periodo più bello perché non ci vedono e noi camminiamo!!!!! Hiiiiii
COSA PENSI DEI TUOI ALLENATORI?
Bravi, ma mio padre  (cioè Alberto) è troppo cattivo!
PERCHE’ SUONI LA CHITARRA?
Perché avrei dovuto suonare il flauto alle medie… non sono capace!!
PERCHE’ TENTI DI SUONARE LA CHITARRA?
Precisiamo: tentavo di suonare…. per provare a suonare le canzoni che mi piacciono e perché è figo!
COSA SIGNIFICA PER TE SUONARE IN CHIESA? Non dover leggere neanche una lettura (tanto io suono!!)
COSA SIGNIFICA PER TE FARE IL DJ?  Le letture non le leggerò mai neanche io…. Faccio il dJ perché è bello che dipenda tutto da me!
UN TUO PREGIO E UN TUO DIFETTO
Riflessivo (penso 10 volte prima di agire) e fiaccone!! (chi scrive conferma!!!)
UN TUO PREGIO E UN TUO DIFETTO
Mi adatto a quello che succede (chi scrive conferma) e il difetto è il contrario del pregio di Fede: impulsivo!
UN PREGIO E UN DIFETTO DELL’ALTRO Sempre leale e disponibile. Troppo buono: si sforza di aiutare il suo prossimo a finire gli avanzi del cibo per evitare sprechi!
UN PREGIO E UN DIFETTO DELL’ALTRO
Sa un sacco di roba ma ne sa troppe e non puoi dirgli delle balle!!!
L’ASPETTO PIU’ BELLO DELLA VOSTRA AMICIZIA Mi ha sempre aiutato fin da bambini e mi ha fatto conoscere ed aiutato ad entrare nel gruppo.
L’ASPETTO PIU’ BELLO DELLA VOSTRA AMICIZIA
Mi sono sempre trovato bene. È  sincero ed affidabile!
DESCRIVI IL GRUPPO CON UNA PAROLA  Eterogeneo
DESCRIVI IL GRUPPO CON UNA PAROLA
Multietnico (chiedetegli poi di persona il significato!)
UNA AGGETTIVO PER
ISA:  Disorganizzata
ELE: saggia
PAOLA: energetica
GUFO: “informatico” (è ironico)
UN AGGETTIVO PER
ISA: Dispersa tra le nuvole (chi scrive concorda)
ELE: indiscutibile
PAOLA: giornalista
GUFO: animale da festa
COSA VUOL DIRE PER TE ESSERE CRISTIANO Avere una motivazione in più a fare del bene.
COSA VUOL DIRE PER TE ESSERE CRISTIANO
Avere fede in Qualcuno.
UN MESSAGGIO E UN SALUTO PER CHI LEGGE QUESTA INTERVISTA
- Saremo stati bravi? (guarda a fianco)


- To be continued…. (guarda a fianco)

- E io? Errrrrrrrrrrrrr i nostri distinti saluti dallo studio Fontana!!!! (guarda a fianco)

 - DFM (per il significato vedi a fianco, grazie)
- Sei sempre il solito… ho della pizza da finire…Gradisci?  (guarda in su, guarda in giù dai un cazzotto a chi vuoi tu!!!) Dicci poi chi è….
UN MESSAGGIO E UN SALUTO PER CHI LEGGE QUESTA INTERVISTA
- Dopo due mesi che cerchiamo un giorno per fare l’intervista….alleluia!alleluia!alleluia!alleluia! (guarda a fianco)
- Ciao belli (cioè nessuno a parte noi) e brutti. (guarda a fianco)

- Alla prossima con il video…. Ciao DFM (Marcello ha preso il posto di Maicol… non ti offendere!! è più bello….  (guarda a fianco)
- Adesso vado a pisciare!!!!! (guarda a fianco)

sabato 13 novembre 2010

HARRY POTTER: FRA MAGIA E VITA ETERNA


Per chi ama Harry Potter, Le Cronache di Narnia e il Signore degli Anelli.... ma non solo....
Il regista, David Yates, noto per aver già diretto due pellicole della serie, rivela che il nuovo episodio, 'Harry Potter e i doni della morte: parte I', nei cinema dal 19 novembre, sarà 'più calato nel reale' con l’inseparabile trio di amici, Harry, Ron e Hermione, impegnato nel nostro mondo, privo di magia, nella ricerca degli ultimi 'Horcrux' da distruggere, oggetti magici nei quali l’oscuro mago Lord Voldemort ha nascosto parti della sua anima per garantirsi l’immortalità. Sarà dunque, come non lo è mai stato prima, una vera e propria 'parabola' per l’uomo postmoderno, in cui i concetti morali e religiosi, come spesso accade nelle grandi storie, sono espressi con delle immagini e personaggi. Tra i temi dominanti di questo settimo appuntamento, emergono il ruolo della magia (che ha diviso letteralmente la critica), il mistero della morte e il vero senso dell’immortalità. Innanzitutto, per comprendere la vera magia intesa dall’autrice, bisogna far capo a due grandi autori del genere, dei quali, essa, un tempo, si era detta debitrice. Il primo, C.S. Lewis, autore delle 'Cronache di Narnia', affermava che «esiste una magia più grande di quella di stregoni e indovini». La lotta tra Aslan (figura di Cristo, il leone di Giuda) e Jadis (figura di Satana), non è una sfida tra due tipi di magia, una buona e una cattiva, ma c’è da una parte la magia oscura e innaturale della Strega, dall’altra una 'realtà' più profonda, più consistente e vera, che si rivela più vincente, cioè l’amore. Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo anche J.R.R. Tolkien, che con 'Il Signore degli Anelli' desiderava incoraggiare i buoni principi morali attraverso rappresentazioni di elfi, nani e troll, per accertarsi che li comprendessero anche i piccoli. Ed è quanto, modestamente, ha cercato di fare anche la Rowling con il suo Harry Potter, dove la magia più grande è appunto l’amore e non la magia oscura. Quell’amore che, come spiega il preside Albus Silente a Harry, sul finire del settimo volume, Lord Voldemort «non si dà la pena di comprendere». Egli è convinto invece di possedere tutto il potere magico possibile, ma ignora «che tutti hanno un potere che va oltre il suo, oltre la portata di qualunque magia, una verità che non ha mai afferrato». Voldemort non sa da dove viene e dove va, ma vive l’oggi costruendosi bisogni nuovi incarnando lo spirito del Faust. È l’uomo che, in fin dei conti, ha perso Dio e perciò non conosce più nemmeno se stesso. Così, egli ha una folle paura della morte (dopo la quale vede solo il nulla) e un’ossessiva ambizione a raggiungere l’immortalità! Ma un diverso senso di 'immortalità', l’autrice lo dà fra le righe del romanzo, ricorrendo alle parole di san Paolo contenute nella Prima Lettera ai Corinzi (15,26), «L’ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte», incise sulla tomba dei genitori di Harry. Albus Silente, in un luogo intermedio tra la vita e la morte, spiega al giovane mago che il vero padrone della morte non è colui che cerca di sfuggirle, ma colui che accetta di dover morire. È questo il passaggio per la vita eterna. Nel mito di Harry Potter dunque si può riscontrare una lettura sapienziale dell’epoca che stiamo vivendo. Non è il potere, non è il successo, non è la vita facile che porta alle gioie più vere e più profonde, ma la sola amicizia, il dono di sé, il sacrificio, l’adesione a una verità non costruita a immagine dell’uomo stesso.
ANTONIO CARRIERO, Avvenire, 10-11-2010