Cambio programma: mercoledì 3 novembre c'è l'incontro alle ore 21:00!!!
Vi aspettiamo
sabato 30 ottobre 2010
giovedì 28 ottobre 2010
orario vespri sabato sera
Vota l'orario da te preferito per i vespri del sabato sera:
- 18:00
- 18:15
- 18:30
- 18:45
Lascia un commento con il voto ... ovviamento vince la maggioranza!!!
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Lascia un commento con il voto ... ovviamento vince la maggioranza!!!
Importante: nuovo giorno incontro catechismo
Ricordiamo che per il mese di novembre (a partire dal 10) l'incontro del gruppo 2-4 superiore è il mercoledì sera alle ore 21:00!!!!!
vi aspettiamo!!!!
vi aspettiamo!!!!
4° incontro giovanissimi del 25-10-2010
-
L’IMMAGINE DI DIO -4-
Attraverso la lettura del
brano cerchiamo di capire le differenti immagini di Dio che l'uomo si fa, confrontandole con le nostre.
- Abramo sacrificio di Isacco (Dio che mette alla prova)
- Esodo capitolo 7 + piaghe capitolo 12 vers. 29/30 (Dio vendicativo e giudice)
- Os. 11, 1-6 (Dio amorevole Padre e Madre)
- Is. 54,6-8 Is. 66,11-13 (Dio misericordioso amorevole)
Domande
per riflettere:
·
Che immagine di Dio esce dal testo?
·
Quali aspetti
condividi? Cosa cambieresti?
·
Ti sei fatto altre immagini di Dio?
·
Qual è l’immagine di Dio che preferisci e qual
è’?
·
Che sensazioni ti suscita l’immagine evidenziata
dal brano, è credibile l’hai riscontrata nella tua vita?
Ognuno di noi, ogni uomo percepisce, riconosce un aspetto differente del Mistero di Dio. A volte l'immagine che abbiamo di Lui è distolta dal peccato, in quanto ci fa allontanare da Dio. A volte circostanze esterne ci portano ad avere un immagine non correwtta (oppure diversa da come la vorremmo noi) di Dio. Dio però non cambia mai! Siamo noi che a volte, non comprendiamo del tutto ciò che Lui è realmente: Padre misericordioso e giusto che ci ama!
Cosa ne pensi? Lascia un commento ...
giovedì 21 ottobre 2010
IL MIRABILE DUELLO TRA DIO E IL MALE NEL TEMPO CHE SI FA STORIA E CRONACA
Per leggere con occhi diversi un fatto di cronaca ... e parlare di resurrezione!
La lezione del minatore-teologo è un’antifona pasquale
Non so bene
come si chiami, so solo che gli siamo debitori di una splendida, illuminante
lezione di teologia della Resurrezione: uscita, non a caso, da quegli 'inferi'
che sono stati, per 70 giorni, le maligne profondità della miniera cilena che
aveva inghiottito i trentatré minatori. Oggi restituiti alla vita:
'resuscitati' insomma. E la parola non è esagerata: non a caso, ai trentatré
'tornati' dalla morte, le autorità hanno preso le impronte digitali per
'certificare' che sono proprio loro e sono vivi: così come si fa con chi era
considerato ufficialmente perduto, sparito nel gorgo della morte dalla quale,
di solito, nessuno ritorna.
Il 'teologo'
che non ti aspetti, si chiama – credo – Antonio Sepulveda, ed è stato uno dei
primi a tornare alla luce. Ma non è il nome quello che conta. Contano le
indimenticabili le parole con cui ha commentato la sua incredibile vicenda: ero laggiù in fondo, ha detto, stavo
insieme a Dio e al Diavolo. Hanno lottato molto, hanno lottato a lungo: infine ha vinto Dio.
È improbabile
che Antonio sappia il latino, ed è difficile che queste splendide, antiche,
parole (di autore ignoto, pure lui) le abbia sentite cantare in chiesa
(purtroppo non si usa più): e tuttavia quello che ha detto è la traduzione
esatta di una delle più belle 'Antifone' della chiesa, quella alla «Vittima
pasquale» che così recita: « Mors et Vita duello conflixere mirando: Dux
vitae mortuus regnat vivus », «Morte
e Vita si sono affrontate in un duello mai visto, il Signore della Vita , che
era morto, regna: Vivo».
Così parlò il
teologo non togato, barba occhi e capelli nerissimi, di mestiere minatore,
stretto fra moglie e figli. Parlò alla Tv. Era mercoledì tredici ottobre 2010,
era il giorno in cui il Rosario contempla i misteri gloriosi, ivi compreso il
mistero più 'mistero' che ci sia , quello della Resurrezione: uno di quelli che
resta sempre così 'oscuro' alla ragione umana, anche dopo mille riflessioni,
anche dopo le più belle omelie, anche dopo le più impeccabili esegesi bibliche.
Poi, all’improvviso, ecco l’illuminazione, che dà carne e sangue alla Verità rimasta così a lungo nascosta. Che esca dalla bocca di un uomo di tutti i giorni, di uno tornato dalla morte, fa parte di quel mistero vivente che è la vita di ognuno di noi. Che sia affiorata, colpendoti con la forza di un fulmine, sulle labbra di chi mai ti saresti aspettato, è la riprova del fatto che nel mistero siamo immersi, anche quando ce lo dimentichiamo perdendo la bussola. Poi, d’improvviso, la bussola la si ritrova: per vie davvero imperscrutabili, le stesse parole di Vita che giacevano dimenticate in un’Antifona sprofondata nel buio dei secoli, tornano sulla bocca di un operaio che di loro nulla sapeva. Perché la Verità c’è e splende, quando vuole, come vuole, con la forza che ha solo Nostro Signore, che è il Signore della Vita. Tutto il resto è Morte, o anticamera della morte : l’orribile delitto di Avetrana, la violenza cieca dei tifosi serbi a Genova, i non meno i ciechi, tentati omicidi di Milano e Roma, gli sconfortanti talk show che li commentano con ottusa, disumana , petulanza... Sì, anche di questo 'buio' sono piene le tv. Ma, dopo le parole di Antonio, dopo il 'miracolo' che ci ha regalato in questi giorni un intero Paese, il Cile, è così chiaro che tutto questo non conta: perché queste sono le mille facce dello stesso diavolo con cui Dio combatte, ogni giorno, nel tempo che si fa storia ed è cronaca. Combatte, in 'mirabile' sorprendente, duello.
Poi, all’improvviso, ecco l’illuminazione, che dà carne e sangue alla Verità rimasta così a lungo nascosta. Che esca dalla bocca di un uomo di tutti i giorni, di uno tornato dalla morte, fa parte di quel mistero vivente che è la vita di ognuno di noi. Che sia affiorata, colpendoti con la forza di un fulmine, sulle labbra di chi mai ti saresti aspettato, è la riprova del fatto che nel mistero siamo immersi, anche quando ce lo dimentichiamo perdendo la bussola. Poi, d’improvviso, la bussola la si ritrova: per vie davvero imperscrutabili, le stesse parole di Vita che giacevano dimenticate in un’Antifona sprofondata nel buio dei secoli, tornano sulla bocca di un operaio che di loro nulla sapeva. Perché la Verità c’è e splende, quando vuole, come vuole, con la forza che ha solo Nostro Signore, che è il Signore della Vita. Tutto il resto è Morte, o anticamera della morte : l’orribile delitto di Avetrana, la violenza cieca dei tifosi serbi a Genova, i non meno i ciechi, tentati omicidi di Milano e Roma, gli sconfortanti talk show che li commentano con ottusa, disumana , petulanza... Sì, anche di questo 'buio' sono piene le tv. Ma, dopo le parole di Antonio, dopo il 'miracolo' che ci ha regalato in questi giorni un intero Paese, il Cile, è così chiaro che tutto questo non conta: perché queste sono le mille facce dello stesso diavolo con cui Dio combatte, ogni giorno, nel tempo che si fa storia ed è cronaca. Combatte, in 'mirabile' sorprendente, duello.
Sappiamo che vincerà Lui: a ricordarcelo,
ci voleva il minatore Antonio, restato nella bocca del 'leone' per settanta
interminabili giorni. Laggiù, nel più profondo del buio e della disperazione,
dal quale, come dal sepolcro, s’è fatta imperiosamente strada la Luce che non
muore.
GABRIELLA
SARTORI, Avvenire, 15-10-2010
lunedì 18 ottobre 2010
3° incontro giovanissimi del 18-10-2010
-LA
RICERCA DELL’INFINITO-2-
1°
momento: visione di alcune
scene del film.
Attraverso la visione di alcune
scene del film INTO THE WILD (Nelle terre selvagge) approfondiamo ulteriormente
il tema della ricerca interiore verso l’infinito di ognuno. Le relazioni umane
da sole non bastano! Perché nell’uomo è intrinseco il desiderio di elevarsi.
Alla base di questo cammino c’è sempre e comunque la fiducia che spinge ognuno
ad intraprendere sentieri altrimenti non praticabili. Se non ho fiducia nella
possibilità di trovare risposte non mi metto neanche in gioco …….siamo tutti in
viaggio perché è innata nell’uomo questa sete di ricerca per dare valore alla
nostra umanità.
2° momento: breve commento al
film e condivisione.
Ogni risposta che ci aspettiamo da un
“QUALCUNO” presuppone/necessita di un rapporto di completa fiducia e
pertanto
questo atteggiamento non si limita solo alle relazioni umane ma oltre
verso
l’INFINITO. Questa sete di INFINITO riguarda tutti gli uomini senza
distinzioni. Tante e diverse sono le strade che possono portarci a dare
risposta alle domande che ci accomunano.
Per te è vero che ogni uomo ha sete di infinito? si fa domande?
C'è qualcosa/qualcuno che dimostra questo fatto?
Cosa ne pensi di questi primi incontri, del bisogno fondamentale comune a tutti gli uomini di fiducia orizzontale (tra le persone) e verticale (tra l'uomo e qualcosa/qualcuno non umano?
LASCIA UN COMMENTO ...
giovedì 14 ottobre 2010
La hit dell'inverno!!!
Per chi se la fosse persa, ecco la grande hit dell'inverno!!!! Da ballare durante la prossima festa!!!!
Il finale è la parte più bella....
My Own Key - Fantastic
Il finale è la parte più bella....
My Own Key - Fantastic
Altro che i nostri avvisi!
Annunci letti sulle bacheche delle parrocchie!
Sono tutti veri!!!
Per favore
mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far
ricordare.
Care
signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per
liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri
mariti.
Tema della
catechesi di oggi: “Gesù cammina sulle acque”. Catechesi di domani: “In cerca
di Gesù”.
mercoledì 13 ottobre 2010
2° incontro giovanissimi del 13-10-2010
Ricerca,
desiderio, tensione all’infinito
Il desiderio
d’infinito nella letteratura
1- Canto di un pastore errante dell’Asia,
Leopardi. L’uomo di fronte alla Natura
che è molto più grande di Lui si pone domande, si interroga sul senso della
vita. Il pastore del canto guarda una sera, il cielo e interroga la luna.
2- Inferno, canto XXVI, Dante. È il canto
di Ulisse, il quale mosso dalla sete di conoscenza, spinge i suoi compagni, a
raggiungere le colonne d’Ercole, simbolo del limite umano della conoscenza
antica. L’uomo non si accontenta di ciò che vede e conosce, ma vuole andare
oltre.
3- Il colombre, Buzzati. Un ragazzo
navigando con suo padre, un giorno vede
il colombre, un mostro marino che lo perseguita continuamente. Egli è
incuriosito, ma ha paura ad avvicinarsi. Passano gli anni, il ragazzo si
costruisce una vita, ma non riesce a cancellare questo desiderio di conoscere
il colombre. Ormai vecchio, decide di tornare in barca e di incontrarlo. Il
mostro gli regala una perla preziosa, ma il protagonista poco dopo muore. Il
desiderio sempre presente di conoscere e farsi domande a volte frenato dalla
paura di darsi risposte.
Domande
per riflettere:
·
Sei convinto che l’uomo sia spinto a desiderare
qualcosa di altro oppure pensi che sia una perdita di tempo?
·
Ti sei mai posto domande “esistenziali” (perché
sono qui, da dove vengo, verso dove vado, cos’è il dolore..)?
·
C’è il desiderio di conoscere e di ricerca?
·
La paura delle risposte ti frena? Oppure sei
curioso e continui a cercare?
Conclusione
L’uomo da sempre non si accontenta della
realtà che lo circonda, ma ha nel cuore
il desiderio di cercare qualcosa di altro, di farsi domande e
cercare
risposte in qualcosa (Dio, la scienza, l’oroscopo, il fato, la Natura,
…). L’uomo non si accontenta solo di rapporti di fiducia umani (incontro
precedente), ma cerca fiducia in qualcosa di più grande.
Anche Papa Benedetto XVI descrive questo nel messaggio per la GMG 2011:
In ogni epoca, anche ai nostri giorni, numerosi giovani sentono il profondo desiderio che le relazioni tra le persone siano vissute nella verità e nella solidarietà. Molti manifestano l’aspirazione a costruire rapporti autentici di amicizia, a conoscere il vero amore, a fondare una famiglia unita, a raggiungere una stabilità personale e una reale sicurezza, che possano garantire un futuro sereno e felice. Certamente, ricordando la mia giovinezza, so che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante, ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l’età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza. Certamente, ciò dipendeva anche dalla nostra situazione. Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra noi siamo stati, per così dire, “rinchiusi” dal potere dominante. Quindi, volevamo uscire all’aperto per entrare nell’ampiezza delle possibilità dell’essere uomo. Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all’abituale ci sia in ogni generazione. È parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l’uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l’infinito.
giovedì 7 ottobre 2010
Appuntamenti settimana dal 11-10 al 17-10
Incontro: mercoledì 13 ore 21:00
Preghiera: sabato 16 ore 18:45
mercoledì 6 ottobre 2010
1° incontro giovanissimi del 4-10-2010
In questa sezione "incontri" pubblicheremo la sintesi degli incontri del lunedì, se qualcuno manca, può rimanere aggiornato!
1° Incontro
- La fiducia –
1° momento: la ruota della fiducia
.Diverse situazioni in cui è presente un legame di fiducia.
- dal film Aladdin visione della scena: “Ti fidi di me?”. Fiducia ricambiata
(specialmente nella coppia)
- ascolto canzone: “la rana e lo scorpione” 883 (la storia). Fiducia tradita
- Attualità (dal giornale) il governo chiede la fiducia, articolo IRAQ. Fiducia
nel mondo.
- Oroscopo. Fiducia nel fato.
- Supermercato. Scenetta che mostra scelta acquisto tra due capi, uno famoso e
l’altro no. Fiducia nella marca.
- Famiglia. 2 scenette: da piccoli: mamma che insegna a camminare, bimbo si fida.
Da grandi: studia che poi ti servirà. Fiducia genitori fin da bimbi.
- Visione film (amicizia).
2° momento: discussione in gruppi.
Domande:
1- Di chi ti fidi? (Amici, famiglia, educatori, insegnanti, moroso/a..)
2- Quali caratteristiche deve avere una persona fedele? Perché ti fidi di quella
particolare persona?
3- Racconta una tua esperienza: di fiducia ricambiata, anche se all’inizio non ti
fidavi molto della persona, dopo ti sei dovuto ricredere; di una scottatura, hai
dato fiducia ma non è stata corrisposta.
4- Cosa vuol dire concretamente fidarsi di qualcuno?
5- Es. di una situazione in cui pur essendoci una relazione non c’è fiducia.
3° momento: le conclusioni
Tutto è basato sulla fiducia
fragile. Basta poco per farla cadere: un tradimento, una bugia … Posso dire: basta,
non mi fido più di nessuno. Ma che esistenza farei? Mi ritroverei solo, perché dal
momento in cui entro in relazione con un altro, la fiducia, anche se in minima
parte, è presente.
indipendentemente dal suo credo.. La fiducia è pertanto essenziale ma allo stesso tempoL’uomo, quindi, ha un bisogno innato di fiducia,
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