“Il Verbo si fece carne”. Di fronte a questa rivelazione, riemerge
ancora una
volta in noi la domanda: come è possibile? Il Verbo e la carne sono
realtà tra
loro opposte; come può la Parola eterna e onnipotente diventare un uomo
fragile e mortale? Non c’è che una
risposta: l’Amore. Chi ama vuole condividere con l’amato, vuole essere
unito a
lui, e la Sacra Scrittura ci presenta proprio la grande storia
dell’amore di Dio per il suo popolo,
culminata in Gesù Cristo.[...] “Il Verbo si fece carne”. La luce di questa verità si manifesta a chi la
accoglie con fede, perché è un mistero d’amore. Solo quanti si aprono
all’amore
sono avvolti dalla luce del Natale. E che cosa cerca, in effetti, il nostro cuore, se non una Verità che sia
Amore?
La cerca il bambino, con le sue domande, così disarmanti e stimolanti;
la cerca
il giovane, bisognoso di trovare il senso profondo della propria vita;
la
cercano l’uomo e la donna nella loro maturità, per guidare e sostenere
l’impegno
nella famiglia e nel lavoro; la cerca la persona anziana, per dare
compimento
all’esistenza terrena.
Benedetto XVI, Messaggio Urbi et orbi, Natale 2010
Il mistero di Gesù è svelato: egli è Dio
che si rivela. Voglia il Signore che possiamo capire perché Egli ha voluto
diventare come uno di noi. Si chiede S. Caterina da Siena: «Perché Dio si è
fatto uomo? Perché il Padre ha mandato il suo Figlio unigenito in mezzo a noi?
Ma Dio deve essere matto per unirsi così intimamente, così profondamente». Cioè
è l’esclamazione più profonda dello stupore: Dio mi ama! Dio vuoi bene a me!
Quando il Signore ci rivela questo fatto, nella nostra vita certamente qualcosa
cambia. È impossibile che non cambi. Infatti, se voi guardate, gli amici del
Signore nella loro vita sono stati presi molto da questo profondo mistero: Dio
che mi vuole bene, Dio che ama l’umanità. Se noi entriamo in questa profonda
contemplazione del mistero di Dio infinito che tanto ama me, qualcosa cambia
dentro di noi. Io non posso dirvi di più. È solo lo Spirito Santo che vi può
far capire. Gesù che ama l’uomo diventa carne! Non si finirebbe più di meditare
su questa Parola! Allora la lascio a voi: è Dio con noi, è Dio con noi!
Questa frase colloca Dio nel profondo di tutte le cose e
nel profondo del nostro stesso cuore, della ragione del nostro esistere, del
nostro comune essere al mondo. Domanda: Secondo te dov’è Dio?
Dacci oggi il nostro pane
quotidiano.
Liberaci dagli affanni dell’accaparramento,
dall’ansia dell’arricchimento. Liberaci dalla schiavitù dei bisogni materiali,
facci essere più leggeri e con lo sguardo largo solo così potremo ringraziare
per quello che abbiamo ed il nostro grazie diventa condivisione. Domanda: A quale oggetto materiale ci
sentiamo più legati? Onestamente questa nostra “schiavitù” ci limita nei
rapporto con gli altri e con Dio?
Sia santificato il
tuo nome
Sia santificata, cioè onorata, questa sola
appartenenza, l’unica appartenenza che non divide ma unisce. L’unica
appartenenza che ci fa liberi dai poteri. Domanda: In che relazione vedi la tua vita
con la Santità di Dio?
Padre nostro
Questa frase della preghiera che Gesù
insegna ai suoi amici dice tutta intera la condizione che rende possibile
un’amicizia vera, cioè liberata dall’interesse e perciò dal reciproco “uso”solo
pronunciando questo incipit la vita diventa possibilità di dialogo fra tutti e
con tutto. Il dialogo è tutto dentro il dramma della relazione tra il mio io e il
Tu detto al Padre, tra il mio io e la possibilità di riconoscermi nel tu che mi
sta di fronte. Domanda : Quando vi rivolgere
a Dio come vi rapportate in che atmosfera vivete la vostra preghieracon
formalità o famigliarità?
Gesù con il Padre Nostro rivoluziona il rapporto con tra noi uomini ed il Padre.
Il
“Padre Nostro” è una preghiera assolutamente senza pari. Domandiamoci:
“Padre, come ti tratto? Tra me e te che atmosfera c’è?” E se sentiamo che in
noi c’è un po’ di questa apertura serena e incoraggiante, perché è al di là
delle nostre omissioni e dei nostri peccati, sentendoci prima di tutto figli e
quindi avvolti dall’affetto del padre, allarghiamo il cuore! Siamo nella
verità. Qualunque cosa poi diciamo è preghiera. La vita, i fatti, i commenti
alla vita, la gioia, i ringraziamenti, tutto quello che fa discorso nella vita,
se lo viviamo in questa atmosfera, esattamente come faceva Gesù, è orazione. La
preghiera del “Padre Nostro” non finisce con “Padre”, ma non fa altro che
sviluppare con tenerezza questo sguardo a Dio. È come quando si guarda una
persona e si sente il bisogno di dirle qualcosa di bello perché le si vuole
bene. È così che parliamo al Padre, poi gli presenteremo quello che siamo, e
Lui sa che abbiamo bisogno di tutto e lo sa prima di noi. Ma non sono queste
informazioni che Lui si aspetta, aspetta un legame gratuito e continuo. Ogni
sera, prima di riposarci della giornata, potremo dare uno sguardo a questo
Padre e verificare se il nostro sguardo è più vero, è più affettuoso.
Quand’anche non dicessimo alcuna formula e avessimo questo sguardo puro e
limpido, avremmo già fatto una grande preghiera.
Familiarità
vuol dire che io e te abbiamo la stessa natura, condividiamo
addirittura la nostra vita organica, fratelli e sorelle siamo nati dallo stesso
grembo. È fortissimo questo legame, infatti siamo tutti nati nel grembo di Dio
creatore.
Solo
riconoscendoci figli e posti quindi in un rapporto di famigliarità con il Padre
che possiamo sentirci spontaneamente fratelli.
Dato che la preghiera centrale di questo
mistero è il Padre Nostro mettiamo alla prova la nostra capacità di vivere
pienamente questa preghiera. Cerchiamo di associare le spieghiazioni alle frasi del Padre Nostro proposte in ordine sparso e riflettere insieme.
Non ci
indurre in tentazione, ma liberaci dal male:
Il male esiste e proprio
dentro lo sguardo che ci perdona noi riusciamo a capire cos’è il male e il peccato. Il
realizzarsi di questo perdono è
continuo, tanto da farci chiedere con tutto il cuore, desiderare con tutto il
cuore, che il Padre ci tenga stretti a Se anche quando noi tendiamo ad
allontanarci..
Domanda: Quand’è che ti senti lontano da Dio
e per quale motivo? La condizione di Male non comporta il giudizio da parte di
Dio: siamo noi che ci allontaniamo da Lui. Siamo sicuri di questo? Quante volte chiediamo davvero di liberarci dal male (anche piccolo) che compiamo ogni giorno?
Sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra
Il tuo progetto si affida alla nostra
libertà, si affida alla nostra fragile volontà. È una grande decisione quella
di essere insieme per costruire una fraternità. Questa è una sfida eterna: tu
hai deciso di affidarti a noi.
Domanda: Secondo te la salvezza del mondo
ti riguarda? il bene che possiamo compiere è importante per la salvezza del mondo!
Rimetti a noi i nostri debiti, come
noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Il perdono si rivolge alla persona, non
all'azione; rivolgendosi a qualcuno e non a qualcosa, il perdono si rivela come
atto d'amore. Affinché questo atto di amore
che Dio ci concede lo impariamo e possiamo anche noi concederlo a chi ci
si fa incontro.
Domanda: Come ci rapportiamo con un amico che
sbaglia riusciamo a valutare sempre la persona che sta dietro all’azione?
Venga il tuo regno
Che Tu sia riconosciuto da me e da tutti.
Riconosciuto perché questo mondo sia più umano. Perché nei nostri rapporti (in
famiglia con gli amici nello sport a scuola…)la pace si realizzi nel comune
riconoscerti…
Domanda: vivi nel concreto di ogni giorno
questa missione di collaborare con Dio nella realizzazione di un Regno di Pace
e dove operi concretamente?
- Ozio (poca voglia di fare le cose/stare con
le persone per costruire relazioni/approfondire/curiosità...)
- Strafare per noia per cercare il divertimento
(andare veloci/non soffermarsi al presente e cercare sempre qualcosa di
ultratrasgressivo per sballare...)
·Difesa:
-
E’ solamente questo il mondo reale o c’è spazio per altre scelte di vita?
- Testimonianze personali o
di altri a difesa di (speriamo)una vita vissuta pienamente.
Conclusioni.
Dall’Evangelium
Vitae:
La dignità della vita
non è legata solo alle sue origini, al suo venire da Dio, ma anche al suo fine
al suo destino di comunione con Dio nella conoscenza e nell’amore di Lui.
L’amore che ogni essere umano ha per la vita si sviluppa nella gioiosa
consapevolezza di poter fare della propria esistenza il «luogo» della
manifestazione di Dio, dell’incontro e della comunione con Lui. [C’è un origine: Dio, c’è una meta: Dio e
in mezzo c’è la vita: va vissuta pienamente per essere testimoni di Dio.]
La vita raggiunge il
suo centro, il suo senso e la sua pienezza quando viene donata! Proprio come
Gesù la cui vita ha raggiunto il culmine nell’ultima cena e sulla croce, cioè
quando si è donato per amore. [Donare la propria vita significa vivere
per/con amore; fare ogni piccolo gesto quotidiano con amore. Andare a scuola e
studiare con amore. Praticare sport con amore. Stare in famiglia e con amici
con amore. Fare i catechisti/animatori dell’oratorio con amore.. ]
Trama: Juno, é un'adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere
il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco; in realtà, dietro un'apparente forza e
leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire
cosa fare. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso
quando Juno decide di fare sesso con Bleeker un ragazzo timido e riservato. Ma
quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica
Leah, Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il
bambino che porta in grembo. Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli
occhi su Mark e Vanessa Loring, una benestante coppia che vive nei quartieri
alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno
può contare sull'aiuto ed il sostegno del padre e della matrigna i quali, dopo lo shock iniziale le danno
tutto l'appoggio di cui ha bisogno. Ma quando sta per arrivare la fatidica data
del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa
comincia a mostrare qualche crepa. Con il passare dei mesi, i cambiamenti
fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un
coraggio e un'intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età,
Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un'esuberanza giovanile che è
al contempo intelligente ed inaspettata.
Spunti per il
dibattito e la riflessione personale:
> JUNO E LA CRESCITA PERSONALE: come cambia l'atteggiamento di Juno
durante il film? Quale è il suo comportamento "di facciata" e
quale invece la sua natura più profonda? Cerchiamo di riflettere sia sulla
possibilità di crescere a partire da esperienze in prima misura negative
(mi affido al Signore: anche da una situazione che non vorrei, come una gravidanza imprevista, possono
nascere cose belle) sia sulla necessità di non giudicare le altre persone
solo dal loro atteggiamento esteriore. Il senso di responsabiltà di Juno, all'inizio molto scarso, cresce durante la gravidanza nonostante l'età giovane della ragazza; il senso di responsabilità si Mark, adulto invece diminuisce fino a capire di non essere pronto per diventare padre.
> JUNO E IL MONDO GIOVANILE: pensi che Juno e i suoi amici rispecchino ilmondo giovanile di oggi? La sessualità è presentata quasi come un gioco: cosa ne pensi? Ti senti sostenuto dalle personeche ti sono vicine (famiglia, amici)? Vedi nei tuoi amici il coraggio di fare sceltecontrocorrente o che, comunque, possono portare ad essere esclusi e giudicati?E tu come ti comporteresti davanti a una situazione imprevista? Credi nelle relazioni per sempre?
> JUNO E IL TEMA DELLA VITA: Come viene trattato il tema della vita? Cosa pensi dell'aborto? E' importante il sostegno della famiglia e degli amici in questa situazione?
-Dio creatore dell’uomo-Amante della vita parte 1- E Dio creò l'uomo a sua immagine; a
immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò. Gn 1,27
Io ti rendo
grazie:hai fatto di me una meraviglia stupenda;meravigliose sono le tue
opere,le
riconosce pienamente l'anima mia. Sal 139,14
Dio è il
Creatore dell'uomo e quindi la nostra vita è un DONO preziosissimo. La nostra vita va un VALORE e richiede di essere rispettata. Purtroppo non sempre è così: ci sono alcune situazioni in cui non viene rispettata, pertanto ci sono persone che pur di proteggere la vita di altrii sacrificano la propria.: la vita è donata! Noi non siamo padroni della nostra vita e di quella degli altri, ma siamo custodi!!! Essere cristiani richiede di VIVERE LA VITA PIENAMENTE, senza sprecarla e promuovere il RISPETTO e la DIGNITA' della vita di ogni essere umano in tutte le circostanze
in cui egli si trova.
Di seguito alcune testimonianze "forti" di vita vissuta, non rispettata, donata.
1. «Non curatemi Il mio bambino deve nascere «Quando
ha saputo di essere ammalata e che l’alternativa erano le cure o la vita del
bambino, mia moglie non ha avuto dubbi. Ha sospeso la chemioterapia e ha
aspettato che il nostro piccolo venisse alla luce. Poi ha ricominciato a
curarsi ma ormai era troppo tardi». Poche parole asciutte e dignitose come è
costume della gente della montagna e poi la sobrietà di un silenzio che non
nasconde il dolore: Adelmo Stefanelli, 66 anni, operaio in pensione, ha dato
ieri l’ultimo saluto a sua moglie Malgorzata - Margherita -Burakowska, 39 anni
polacca, nella chiesa di Castelnovo né Monti sulla montagna reggiana. La donna,
nel 2008, ha rifiutato le cure per fare nascere il piccolo Gabriele che oggi ha
19 mesi e si è spenta stroncata da un tumore al seno.
2. «Ciao,
grande!!
Marcello Vezzani
cresce nella parrocchia di Madonna di Fatima di Correggio. Fin dalla
scuola media inizia il suo impegno alla Casa della Carità di Fosdondo, condividendo
con gli ospiti molti momenti durante la settimana e periodi di vacanza. Alla
messa della domenica lo si può trovare puntualmente in un banco di sinistra,
con un ospite della Casa della Carità. Anche la musica fa parte della sua vita:
fin da bambino inizia a fare parte della banda cittadina, dopo lunghi anni di
solfeggio, diventa percussionista ufficiale. Si iscrive all’università di
Modena e Reggio Emilia, alla facoltà di Chimica che conduce brillantemente. In
famiglia Marcello è un segno dell’amore del Signore, sempre desideroso che la
gioia sia il pane quotidiano della vita di ogni giorno, e accoglie con il
sorriso chiunque bussi alla loro porta, soprattutto gli extra comunitari. In parrocchia
fa parte con entusiasmo alla compagnia degli attori “Per caso” e recita nel
musical “Con la vita dentro” sulla vita del beato Pier Giorgio Frassati.
I suoi amici sono abituati a vederlo sempre di corsa,
in sella alla sua bicicletta, che corre dalla messa a lezione, alla Casa della
Carità, all’oratorio.. sempre di corsa, quasi non voler sprecare neanche un
momento della sua giovinezza, preoccupato dal non perdere nessuna occasione di
bene. Sempre pronto a fermarsi per due chiacchiere, con il suo puntuale saluto:
“Ciao grande!!”.
Giovedì 5 giugno 2003, lascia di corsa l’università a
Modena, è un giorno speciale: ha finito con la sua professoressa la tesi di
laurea e deve correre a casa per annunciare ai genitori la sorpresa che si
laureerà a luglio. Non arriverà mai a casa, perché un collasso lo stronca
proprio davanti alla sede del 118 del Policlinico, a nulla vale il soccorso
portato immediatamente. Marcello cade a terra stringendo al petto la sua tesi,
ma … è già in Paradiso! Una vita “normale”, senza gesti eclatanti ma
semplicemente piena.
L’ultimo saluto (dall’omelia del
parroco don Walter Rinaldi):
«La sua fede era
entusiasta, come era contento del dono della vita, così giustamente viveva e
manifestava con naturalezza la gioia che scaturisce dalla fede in Gesù Cristo
anche di fronte alle difficoltà. Da dove gli venivano questa forza e questo
entusiasmo? Gli venivano dall’Eucarestia, perché è l’Eucarestia che fa i
cristiani; è Gesù che ce lo ricorda “Chi mangia la mia carne, avrà la vita”. Quasi
ogni sera lo vedevamo arrivare di corsa, come sempre, dall’università per
partecipare alla celebrazione dell’Eucarestia e nutrirsi del Corpo di Cristo
che dà la forza per una vita cristiana seria e coerente.
Ci consola
anche il pensiero profondo di S. Agostino che scrisse, in occasione della sua
santa madreMonica, “Non è
tanto la lunghezza della vita che conta, ma l’intensità e la serietà con cui si
vive”.Tu Marcello hai
vissuto intensamente ogni giorno».
3. «Scegliete,
e lo esigo, il bimbo: salvate lui!»
Gianna Beretta
mamma di 3 figli e medico nel 1961 si scopre di nuovo incinta, ma a fianco
dell'utero cresceva un grosso fibroma asportabile solo con un intervento
chirurgico. Nel suo cuore di medico si scatena la lotta: la sua vita o la vita
del bimbo con la morte sicura della madre? La scelta è per la vita del figlio:
quello che ha fatto non l'ha fatto per andare in Paradiso, sono le parole del
marito, l'ha fatto perché si sentiva una mamma.
Il 20 agosto
del 1962, Venerdì Santo, Gianna entra nell'ospedale di Monza per affrontare un
intervento chirurgico che non può essere dilazionato e che rivelerà tutto il suo
coraggio e la sua fede in Dio. Al marito prima del parto dice, con tono fermo e
al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticherà mai più:
se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete, e lo
esigo, il bimbo: salvate lui!
Il 21 aprile
alle ore 11, dopo il taglio cesareo, ecco una bella bimba. Sarà chiamata, per
volontà del padre, Gianna Emanuela: Gianna in ricordo della madre ed Emanuela
per ricordare la presenza di Dio tra di noi, anche nei momenti più difficili
della vita. Dopo qualche ora dal parto iniziarono per lei sofferenze inaudite,
la lunga agonia, durante la quale per salvarla fu tentato tutto. Gesù invocato
e ricevuto tante volte, le diede la forza per l'ultimo dono di vita... si
spense mormorando: Gesù, ti amo. Erano circa le 8 del 28 aprile 1962. Aveva 39
anni.
Il 24 aprile
del 1994 Papa Giovanni Paolo II la dichiarò Beata dicendo: "Quale eroica
testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una
certa mentalità oggi dilagante".
La
sua vita su questa terra, durata solo 40 anni, ha lasciato un segno indelebile:
è possibile amare fino a dare la vita per colui che si ama.
Le parole di Gianna:
“Sorridere
a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. La felicità è avere
Gesù nel cuore. È vivere momento per momento, e ringraziare il Signore di tutto
ciò che egli, nella sua bontà, ci manda.”
4. Accusata
dalle compagne di lavoro
Il giorno in cui la vita di Asia
Bibi è cambiata è il 18 giugno 2009: 37 anni e madre di 4 figli, appartenente
ad una delle sole tre famiglie cristiane (su 1.500) del villaggio di Ittanwali,
nel Punjab in Pakistan, Asia lavorava come al solito nella tenuta agricola di
un proprietario musulmano. Ma per l’ennesima volta le compagne di lavoro
invitavano con insistenza Asia ad abbandonare la sua religione cristiana e a
diventare musulmana. Alle sue resistenze, quel giorno, seguì una discussione
molto animata durante la quale Asia manifestò con parole chiare la sua fede
cristiana, arrivando anche a nominare il nome di Maometto. Tanto è bastato
perché le sue compagne di fatica si arrabbiassero, la insultassero e le
facessero violenza, arrivando a rinchiuderla. Di lì la situazione è peggiorata
settimana per settimana: Asia da allora è stata tenuta sotto custodia dalla
polizia locale della città di Nankana sotto pressione degli estremisti
musulmani. Fino alla condanna a morte di domenica 7 novembre con l’accusa di
blasfemia.
- visione di una serie di immagini che si susseguono una dopo l’altra,
raffiguranti i più bei paesaggi naturali del pianeta;
- ascolto de " il Cantico delle Creatur"e musicato e cantato da
Branduardi;
- degustazione di una tisana rilassante fatta con i frutti del creato.
NON CRISTIANO:
L’uomo è spinto (indipendentemente dalle proprie idee religiose) dal senso civile e dallo stesso
istinto di sopravvivenza a rispettare l’ambiente che lo circonda, in quanto
riconosce che il proprio forte e “rapido” impatto sulla natura è in grado di
alterare i meccanismi lenti su cui si basano gli equilibri ambientali.
CRISTIANO:
- Dio affida all’uomo
una posizione
privilegiata tra tutte tra tutti gli altri esseri del creato, in quanto
gli dona
l’intelligenza ed il libero arbitrio. Proprio per questo, l’uomo è
chiamato a
“custodire” le altre creature, ad esserne garante nei confronti di Dio.
- L’uomo rimane però
“creatura” e
non “creatore”: egli non può essere padrone dell’ambiente che lo
circonda, ma
lo deve proteggere e condividere con tutti, comprese le generazioni
future.
- In quanto generati
dallo stesso
Padre, l’uomo deve riconoscere un rapporto di fratellanza speciale che
lo lega
a tutte le altre creature. Tale considerazione nasce e si concretizza
nella
possibilità di vedere nella bellezza di tutto ciò che ci circonda la
medesima
“impronta”, ovvero la mano dello stesso Dio Creatore.
- Vedere un bel paesaggio, rimanere stupiti o meravigliati di fronte alla natura può essere un modo per scoprire la fede, avvicinarsi a Dio, scoprire la Sua bellezza! Ti è mai capitato?