domenica 26 dicembre 2010

Buon Natale!

“Il Verbo si fece carne”. Di fronte a questa rivelazione, riemerge ancora una volta in noi la domanda: come è possibile? Il Verbo e la carne sono realtà tra loro opposte; come può la Parola eterna e onnipotente diventare un uomo fragile e mortale? Non c’è che una risposta: l’Amore. Chi ama vuole condividere con l’amato, vuole essere unito a lui, e la Sacra Scrittura ci presenta proprio la grande storia dell’amore di Dio per il suo popolo, culminata in Gesù Cristo.[...] “Il Verbo si fece carne”. La luce di questa verità si manifesta a chi la accoglie con fede, perché è un mistero d’amore. Solo quanti si aprono all’amore sono avvolti dalla luce del Natale. E che cosa cerca, in effetti, il nostro cuore, se non una Verità che sia Amore? La cerca il bambino, con le sue domande, così disarmanti e stimolanti; la cerca il giovane, bisognoso di trovare il senso profondo della propria vita; la cercano l’uomo e la donna nella loro maturità, per guidare e sostenere l’impegno nella famiglia e nel lavoro; la cerca la persona anziana, per dare compimento all’esistenza terrena. 
Benedetto XVI, Messaggio Urbi et orbi, Natale 2010



Il mistero di Gesù è svelato: egli è Dio che si rivela. Voglia il Signore che possiamo capire perché Egli ha voluto diventare come uno di noi. Si chiede S. Caterina da Siena: «Perché Dio si è fatto uomo? Perché il Padre ha mandato il suo Figlio unigenito in mezzo a noi? Ma Dio deve essere matto per unirsi così intimamente, così profondamente». Cioè è l’esclamazione più profonda dello stupore: Dio mi ama! Dio vuoi bene a me! Quando il Signore ci rivela questo fatto, nella nostra vita certamente qualcosa cambia. È impossibile che non cambi. Infatti, se voi guardate, gli amici del Signore nella loro vita sono stati presi molto da questo profondo mistero: Dio che mi vuole bene, Dio che ama l’umanità. Se noi entriamo in questa profonda contemplazione del mistero di Dio infinito che tanto ama me, qualcosa cambia dentro di noi. Io non posso dirvi di più. È solo lo Spirito Santo che vi può far capire. Gesù che ama l’uomo diventa carne! Non si finirebbe più di meditare su questa Parola! Allora la lascio a voi: è Dio con noi, è Dio con noi! 
Don Oreste Benzi

lunedì 20 dicembre 2010

LA CORONA DELL'AVVENTO - 4°DOMENICA

Il cero della LODE
Rendete grazie al Signore perchè è buono, perchè il suo amore è per sempre
I giovani e le ragazze, i vecchi insieme ai bambini lodino il nome del Signore
Dio abbia poetà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto
Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli

lunedì 13 dicembre 2010

11° incontro giovanissimi del 13-12-2010


-Dio Padre-

[Seconda parte dell'incontro precedente]

Che sei nei cieli:

Questa frase  colloca Dio nel profondo di tutte le cose e nel profondo del nostro stesso cuore, della ragione del nostro esistere, del nostro comune essere al mondo. Domanda: Secondo te dov’è Dio?
Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Liberaci dagli affanni dell’accaparramento, dall’ansia dell’arricchimento. Liberaci dalla schiavitù dei bisogni materiali, facci essere più leggeri e con lo sguardo largo solo così potremo ringraziare per quello che abbiamo ed il nostro grazie diventa condivisione. Domanda: A quale oggetto materiale ci sentiamo più legati? Onestamente questa nostra “schiavitù” ci limita nei rapporto con gli altri e con Dio?

 Sia santificato il tuo nome

Sia santificata, cioè onorata, questa sola appartenenza, l’unica appartenenza che non divide ma unisce. L’unica appartenenza che ci fa liberi dai poteri. Domanda: In che relazione vedi la tua vita con la Santità di Dio?
Padre nostro
Questa frase della preghiera che Gesù insegna ai suoi amici dice tutta intera la condizione che rende possibile un’amicizia vera, cioè liberata dall’interesse e perciò dal reciproco “uso”solo pronunciando questo incipit la vita diventa possibilità di dialogo fra tutti e con tutto. Il dialogo è tutto dentro il dramma della relazione tra il mio io e il Tu detto al Padre, tra il mio io e la possibilità di riconoscermi nel tu che mi sta di fronte. Domanda : Quando vi rivolgere a Dio come vi rapportate in che atmosfera vivete la vostra preghiera con formalità o famigliarità?

Gesù con il Padre Nostro rivoluziona il rapporto con tra noi uomini ed  il Padre.
Il “Padre Nostro” è una preghiera assolutamente senza pari. Domandiamoci: “Padre, come ti tratto? Tra me e te che atmosfera c’è?” E se sentiamo che in noi c’è un po’ di questa apertura serena e incoraggiante, perché è al di là delle nostre omissioni e dei nostri peccati, sentendoci prima di tutto figli e quindi avvolti dall’affetto del padre, allarghiamo il cuore! Siamo nella verità. Qualunque cosa poi diciamo è preghiera. La vita, i fatti, i commenti alla vita, la gioia, i ringraziamenti, tutto quello che fa discorso nella vita, se lo viviamo in questa atmosfera, esattamente come faceva Gesù, è orazione. La preghiera del “Padre Nostro” non finisce con “Padre”, ma non fa altro che sviluppare con tenerezza questo sguardo a Dio. È come quando si guarda una persona e si sente il bisogno di dirle qualcosa di bello perché le si vuole bene. È così che parliamo al Padre, poi gli presenteremo quello che siamo, e Lui sa che abbiamo bisogno di tutto e lo sa prima di noi. Ma non sono queste informazioni che Lui si aspetta, aspetta un legame gratuito e continuo. Ogni sera, prima di riposarci della giornata, potremo dare uno sguardo a questo Padre e verificare se il nostro sguardo è più vero, è più affettuoso. Quand’anche non dicessimo alcuna formula e avessimo questo sguardo puro e limpido, avremmo già fatto una grande preghiera. 
Familiarità vuol dire che io e te abbiamo la stessa natura, condividiamo addirittura la nostra vita organica, fratelli e sorelle siamo nati dallo stesso grembo. È fortissimo questo legame, infatti siamo tutti nati nel grembo di Dio creatore.
Solo riconoscendoci figli e posti quindi in un rapporto di famigliarità con il Padre che possiamo sentirci spontaneamente fratelli.

domenica 12 dicembre 2010

LA CORONA DELL'AVVENTO - 3°DOMENICA

Il cero della PREGHIERA VIGILANTE
Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia. 
Nel mondo avrete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo.
Vieni e illumina il nostro volto per offrire a tutti un sorriso cordiale.
Vieni e riscalda il nostro cuore per rendere sereno chi è triste.

venerdì 10 dicembre 2010

Un tuffo nel passato!

Prospeguiamo con i nostri mini-sondaggi: chi sono i due ragazzi sulla sinistra? Anno e luogo ?
E per i primi 5 che risponderanno correttamente in regalo il fornellino di Sandra!!!



lunedì 6 dicembre 2010

Prossimi appuntamenti

Domenica 12 dicembre: RITIRO D'AVVENTO.
In attesa del Natale, una giornata di riflessione, preghiera e condivisione fraterna.

Ore 8:30: ritrovo presso la parrocchia di Sesso e partenza per il seminario di Reggio Emilia
Ore 16:30/17:00: rientro
Portare PRANZO AL SACCO, la Bibbia e materiale per appunti.

Lunedì 13 dicembre: incontro "Dio-Padre parte  2".

10° incontro giovanissimi del 06-12-2010


-Dio Padre-

"Credo in un solo Dio, Padre .."
Dato che la preghiera centrale di questo mistero è il Padre Nostro mettiamo alla prova la nostra capacità di vivere pienamente questa preghiera. Cerchiamo di associare le spieghiazioni alle frasi del Padre Nostro proposte in ordine sparso e riflettere insieme.

Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male:

Il male esiste e  proprio  dentro lo sguardo che ci perdona noi riusciamo a  capire cos’è il male e il peccato. Il realizzarsi  di questo perdono è continuo, tanto da farci chiedere con tutto il cuore, desiderare con tutto il cuore, che il Padre ci tenga stretti a Se anche quando noi tendiamo ad allontanarci..
Domanda: Quand’è che ti senti lontano da Dio e per quale motivo? La condizione di Male non comporta il giudizio da parte di Dio: siamo noi che ci allontaniamo da Lui. Siamo sicuri di questo? Quante volte chiediamo davvero di liberarci dal male (anche piccolo) che compiamo ogni giorno?

Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra

Il tuo progetto si affida alla nostra libertà, si affida alla nostra fragile volontà. È una grande decisione quella di essere insieme per costruire una fraternità. Questa è una sfida eterna: tu hai deciso di affidarti a noi.
Domanda: Secondo te la salvezza del mondo ti riguarda? il bene che possiamo compiere è importante per la salvezza del mondo!
Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Il perdono si rivolge alla persona, non all'azione; rivolgendosi a qualcuno e non a qualcosa, il perdono si rivela come atto d'amore. Affinché questo atto di amore  che Dio ci concede lo impariamo e possiamo anche noi concederlo a chi ci si fa incontro.
Domanda: Come ci rapportiamo con un amico che sbaglia riusciamo a valutare sempre la persona che sta dietro all’azione?

Venga il tuo regno

Che Tu sia riconosciuto da me e da tutti. Riconosciuto perché questo mondo sia più umano. Perché nei nostri rapporti (in famiglia con gli amici nello sport a scuola…)la pace si realizzi nel comune riconoscerti…
Domanda: vivi nel concreto di ogni giorno questa missione di collaborare con Dio nella realizzazione di un Regno di Pace e dove operi concretamente?

CONTINUA IL PROSSIMO INCONTRO!!!

domenica 5 dicembre 2010

LA CORONA DELL'AVVENTO - 2°DOMENICA


Il cero dell’ASCOLTO DELLA PAROLA

Come potrà un giovane tenere pura la sua vita? Custodendo la tua parola.
Dammi intelligenza, perchè io custodisca la tua legge e la osservi con tutto il cuore.
Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino.
Grande pace per chi ama la tua legge: nel suo cammino non trova inciampo.

9° incontro giovanissimi del 01-12-2010

-Dio creatore dell’uomo-Amante della vita parte 2-
Processo: capo di accusa:i giovani di oggi sprecano la loro vita.
·         Parola all’accusa: testimonianze
-  Dipendenze (videogiochi/azzardo/alcol/ipod/cellulare/fumo...)
-  Ozio (poca voglia di fare le cose/stare con le persone per costruire relazioni/approfondire/curiosità...)
-  Strafare per noia per cercare il divertimento (andare veloci/non soffermarsi al presente e cercare sempre qualcosa di ultratrasgressivo per sballare...)
·         Difesa:
- E’ solamente questo il mondo reale o c’è spazio per altre scelte di vita?
- Testimonianze personali o di altri a difesa di (speriamo)una vita vissuta pienamente.

Conclusioni.
Dall’Evangelium Vitae:
La dignità della vita non è legata solo alle sue origini, al suo venire da Dio, ma anche al suo fine al suo destino di comunione con Dio nella conoscenza e nell’amore di Lui. L’amore che ogni essere umano ha per la vita si sviluppa nella gioiosa consapevolezza di poter fare della propria esistenza il «luogo» della manifestazione di Dio, dell’incontro e della comunione con Lui.  [C’è un origine: Dio, c’è una meta: Dio e in mezzo c’è la vita: va vissuta pienamente per essere testimoni di Dio.]

La vita raggiunge il suo centro, il suo senso e la sua pienezza quando viene donata! Proprio come Gesù la cui vita ha raggiunto il culmine nell’ultima cena e sulla croce, cioè quando si è donato per amore. [Donare la propria vita significa vivere per/con amore; fare ogni piccolo gesto quotidiano con amore. Andare a scuola e studiare con amore. Praticare sport con amore. Stare in famiglia e con amici con amore. Fare i catechisti/animatori dell’oratorio con amore.. ]

domenica 28 novembre 2010

LA CORONA DELL'AVVENTO - 1°DOMENICA

Oggi inizia l'avvento, un tempo d'attesa di Dio che incontra 
l'uomo attraverso Gesù. 
Per prepararci al Natale, proponiamo ogni settimana
una piccola riflessione/parola su cui riflettere.
 
IL CERO DELLA PREGHIERA VIGILANTE
La preghiera è come il collirio: dona occhi limpidi.
La preghiera è come un cellulare: mette in contatto ovunque con Dio.
La preghiera è come un faro nella notte: indica la direzione e dona speranza.
La preghiera è come un paracadute: dà sicurezza proprio quando c’è il vuoto attorno.

Cineforum – “Juno”


Trama: Juno, é un'adolescente schietta e sicura di sé che riesce a mantenere il controllo sulla sua vita con apparente indifferenza e distacco; in realtà, dietro un'apparente forza e leggerezza si nasconde una teenager che sta semplicemente cercando di capire cosa fare. Un pomeriggio noioso come tanti si trasforma in qualcosa di diverso quando Juno decide di fare sesso con Bleeker un ragazzo timido e riservato. Ma quando scopre di essere incinta, con la collaborazione della sua migliore amica Leah, Juno escogita un piano per trovare una perfetta coppia di genitori per il bambino che porta in grembo. Dopo qualche ricerca, le due ragazzine mettono gli occhi su Mark e Vanessa Loring, una benestante coppia che vive nei quartieri alti e che sta cercando di avere un bambino in adozione. Per sua fortuna, Juno può contare sull'aiuto ed il sostegno del padre e della matrigna  i quali, dopo lo shock iniziale le danno tutto l'appoggio di cui ha bisogno. Ma quando sta per arrivare la fatidica data del parto, la vita apparentemente perfetta ed idilliaca di Mark e Vanessa comincia a mostrare qualche crepa. Con il passare dei mesi, i cambiamenti fisici di Juno rispecchiamo la sua crescita interiore e alla fine, mostrando un coraggio e un'intelligenza piuttosto insoliti in una ragazzina della sua età, Juno affronterà i suoi problemi a testa alta con un'esuberanza giovanile che è al contempo intelligente ed inaspettata.

Spunti per il dibattito e la riflessione personale:

> JUNO E LA CRESCITA PERSONALE: come cambia l'atteggiamento di Juno durante il film? Quale è il suo comportamento "di facciata" e quale invece la sua natura più profonda? Cerchiamo di riflettere sia sulla possibilità di crescere a partire da esperienze in prima misura negative (mi affido al Signore: anche da una situazione che non vorrei, come una gravidanza imprevista, possono nascere cose belle) sia sulla necessità di non giudicare le altre persone solo dal loro atteggiamento esteriore. Il senso di responsabiltà di Juno, all'inizio molto scarso, cresce durante la gravidanza nonostante l'età giovane della ragazza; il senso di responsabilità si Mark, adulto invece diminuisce fino a capire di non essere pronto per diventare padre.

> JUNO E IL MONDO GIOVANILE: pensi che Juno e i suoi amici rispecchino il mondo giovanile di oggi? La sessualità è presentata quasi come un gioco: cosa ne pensi? Ti senti sostenuto dalle persone che ti sono vicine (famiglia, amici)? Vedi nei tuoi amici il coraggio di fare scelte controcorrente o che, comunque, possono portare ad essere esclusi e giudicati? E tu come ti comporteresti davanti a una situazione imprevista? Credi nelle relazioni per sempre?

> JUNO E IL TEMA DELLA VITACome viene trattato il tema della vita? Cosa pensi dell'aborto? E' importante il sostegno della famiglia e degli amici in questa situazione?
 

venerdì 26 novembre 2010

8° incontro giovanissimi del 24-11-2010

-Dio creatore dell’uomo-Amante della vita parte 1-
E Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò:  maschio e femmina li creò. Gn 1,27

Io ti rendo grazie:hai fatto di me una meraviglia stupenda;meravigliose sono le tue opere,le riconosce pienamente l'anima mia. Sal 139,14

Dio è il Creatore dell'uomo e quindi la nostra vita è un DONO preziosissimo.  La nostra vita va un VALORE e richiede di essere rispettata. Purtroppo non sempre è così: ci sono alcune situazioni in cui non viene rispettata, pertanto ci sono persone che pur di proteggere la vita di altrii sacrificano la propria.: la vita è donata! Noi non siamo padroni della nostra vita e di quella degli altri, ma siamo custodi!!!  Essere cristiani richiede di VIVERE LA VITA PIENAMENTE, senza sprecarla e promuovere il RISPETTO e la DIGNITA' della vita di ogni essere umano in tutte le circostanze in cui egli si trova. 
Di seguito alcune testimonianze "forti" di vita vissuta, non rispettata, donata.

1. «Non curatemi Il mio bambino deve nascere
«Quando ha saputo di essere ammalata e che l’alternativa erano le cure o la vita del bambino, mia moglie non ha avuto dubbi. Ha sospeso la chemioterapia e ha aspettato che il nostro piccolo venisse alla luce. Poi ha ricominciato a curarsi ma ormai era troppo tardi». Poche parole asciutte e dignitose come è costume della gente della montagna e poi la sobrietà di un silenzio che non nasconde il dolore: Adelmo Stefanelli, 66 anni, operaio in pensione, ha dato ieri l’ultimo saluto a sua moglie Malgorzata - Margherita -Burakowska, 39 anni polacca, nella chiesa di Castelnovo né Monti sulla montagna reggiana. La donna, nel 2008, ha rifiutato le cure per fare nascere il piccolo Gabriele che oggi ha 19 mesi e si è spenta stroncata da un tumore al seno. 
2. «Ciao, grande!! 
Marcello Vezzani  cresce nella parrocchia di Madonna di Fatima di Correggio. Fin dalla scuola media inizia il suo impegno alla Casa della Carità di Fosdondo, condividendo con gli ospiti molti momenti durante la settimana e periodi di vacanza. Alla messa della domenica lo si può trovare puntualmente in un banco di sinistra, con un ospite della Casa della Carità. Anche la musica fa parte della sua vita: fin da bambino inizia a fare parte della banda cittadina, dopo lunghi anni di solfeggio, diventa percussionista ufficiale. Si iscrive all’università di Modena e Reggio Emilia, alla facoltà di Chimica che conduce brillantemente. In famiglia Marcello è un segno dell’amore del Signore, sempre desideroso che la gioia sia il pane quotidiano della vita di ogni giorno, e accoglie con il sorriso chiunque bussi alla loro porta, soprattutto gli extra comunitari. In parrocchia fa parte con entusiasmo alla compagnia degli attori “Per caso” e recita nel musical “Con la vita dentro” sulla vita del beato Pier Giorgio Frassati.
I suoi amici sono abituati a vederlo sempre di corsa, in sella alla sua bicicletta, che corre dalla messa a lezione, alla Casa della Carità, all’oratorio.. sempre di corsa, quasi non voler sprecare neanche un momento della sua giovinezza, preoccupato dal non perdere nessuna occasione di bene. Sempre pronto a fermarsi per due chiacchiere, con il suo puntuale saluto: “Ciao grande!!”.
Giovedì 5 giugno 2003, lascia di corsa l’università a Modena, è un giorno speciale: ha finito con la sua professoressa la tesi di laurea e deve correre a casa per annunciare ai genitori la sorpresa che si laureerà a luglio. Non arriverà mai a casa, perché un collasso lo stronca proprio davanti alla sede del 118 del Policlinico, a nulla vale il soccorso portato immediatamente. Marcello cade a terra stringendo al petto la sua tesi, ma … è già in Paradiso! Una vita “normale”, senza gesti eclatanti ma semplicemente piena.

L’ultimo saluto (dall’omelia del parroco don Walter Rinaldi):
«La sua fede era entusiasta, come era contento del dono della vita, così giustamente viveva e manifestava con naturalezza la gioia che scaturisce dalla fede in Gesù Cristo anche di fronte alle difficoltà. Da dove gli venivano questa forza e questo entusiasmo? Gli venivano dall’Eucarestia, perché è l’Eucarestia che fa i cristiani; è Gesù che ce lo ricorda “Chi mangia la mia carne, avrà la vita”. Quasi ogni sera lo vedevamo arrivare di corsa, come sempre, dall’università per partecipare alla celebrazione dell’Eucarestia e nutrirsi del Corpo di Cristo che dà la forza per una vita cristiana seria e coerente.
Ci consola anche il pensiero profondo di S. Agostino che scrisse, in occasione della sua santa madre Monica, “Non è tanto la lunghezza della vita che conta, ma l’intensità e la serietà con cui si vive”. Tu Marcello hai vissuto intensamente ogni giorno».


3. «Scegliete, e lo esigo, il bimbo: salvate lui!»

 Gianna Beretta mamma di 3 figli e medico nel 1961 si scopre di nuovo incinta, ma a fianco dell'utero cresceva un grosso fibroma asportabile solo con un intervento chirurgico. Nel suo cuore di medico si scatena la lotta: la sua vita o la vita del bimbo con la morte sicura della madre? La scelta è per la vita del figlio: quello che ha fatto non l'ha fatto per andare in Paradiso, sono le parole del marito, l'ha fatto perché si sentiva una mamma.

Il 20 agosto del 1962, Venerdì Santo, Gianna entra nell'ospedale di Monza per affrontare un intervento chirurgico che non può essere dilazionato e che rivelerà tutto il suo coraggio e la sua fede in Dio. Al marito prima del parto dice, con tono fermo e al tempo stesso sereno, con uno sguardo profondo che non dimenticherà mai più: se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete, e lo esigo, il bimbo: salvate lui!

Il 21 aprile alle ore 11, dopo il taglio cesareo, ecco una bella bimba. Sarà chiamata, per volontà del padre, Gianna Emanuela: Gianna in ricordo della madre ed Emanuela per ricordare la presenza di Dio tra di noi, anche nei momenti più difficili della vita. Dopo qualche ora dal parto iniziarono per lei sofferenze inaudite, la lunga agonia, durante la quale per salvarla fu tentato tutto. Gesù invocato e ricevuto tante volte, le diede la forza per l'ultimo dono di vita... si spense mormorando: Gesù, ti amo. Erano circa le 8 del 28 aprile 1962. Aveva 39 anni.

Il 24 aprile del 1994 Papa Giovanni Paolo II la dichiarò Beata dicendo: "Quale eroica testimonianza è la sua, vero canto alla vita, in stridente contrasto con una certa mentalità oggi dilagante".

La sua vita su questa terra, durata solo 40 anni, ha lasciato un segno indelebile: è possibile amare fino a dare la vita per colui che si ama.
  
Le parole di Gianna:
“Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. La felicità è avere Gesù nel cuore. È vivere momento per momento, e ringraziare il Signore di tutto ciò che egli, nella sua bontà, ci manda.”


4. Accusata dalle compagne di lavoro
Il giorno in cui la vita di Asia Bibi è cambiata è il 18 giugno 2009: 37 anni e madre di 4 figli, appartenente ad una delle sole tre famiglie cristiane (su 1.500) del villaggio di Ittanwali, nel Punjab in Pakistan, Asia lavorava come al solito nella tenuta agricola di un proprietario musulmano. Ma per l’ennesima volta le compagne di lavoro invitavano con insistenza Asia ad abbandonare la sua religione cristiana e a diventare musulmana. Alle sue resistenze, quel giorno, seguì una discussione molto animata durante la quale Asia manifestò con parole chiare la sua fede cristiana, arrivando anche a nominare il nome di Maometto. Tanto è bastato perché le sue compagne di fatica si arrabbiassero, la insultassero e le facessero violenza, arrivando a rinchiuderla. Di lì la situazione è peggiorata settimana per settimana: Asia da allora è stata tenuta sotto custodia dalla polizia locale della città di Nankana sotto pressione degli estremisti musulmani. Fino alla condanna a morte di domenica 7 novembre con l’accusa di blasfemia.

giovedì 18 novembre 2010

A proposito di custodire il creato....

Per stare in tema con l'ultimo argomento trattato negli incontri, proponiamo questa simpatica canzone!
il contadino

7° incontro giovanissimi del 17-11-2010


- Dio creatore di tutte le cose/2 –
RAPPORTO TRA L’UOMO E L’AMBIENTE
Il Cantico delle Creature.  

- visione di una serie di immagini  che si susseguono una dopo l’altra, raffiguranti i più bei paesaggi naturali del pianeta;
- ascolto de " il Cantico delle Creatur"e musicato e cantato da Branduardi;
- degustazione di una tisana rilassante fatta con i frutti del creato.


NON CRISTIANO:

L’uomo è spinto (indipendentemente dalle proprie idee religiose) dal senso civile e dallo stesso istinto di sopravvivenza a rispettare l’ambiente che lo circonda, in quanto riconosce che il proprio forte e “rapido” impatto sulla natura è in grado di alterare i meccanismi lenti su cui si basano gli equilibri ambientali.

CRISTIANO:
- Dio affida all’uomo una posizione privilegiata tra tutte tra tutti gli altri esseri del creato, in quanto gli dona l’intelligenza ed il libero arbitrio. Proprio per questo, l’uomo è chiamato a “custodire” le altre creature, ad esserne garante nei confronti di Dio.

- L’uomo rimane però “creatura” e non “creatore”: egli non può essere padrone dell’ambiente che lo circonda, ma lo deve proteggere e condividere con tutti, comprese le generazioni future.

- In quanto generati dallo stesso Padre, l’uomo deve riconoscere un rapporto di fratellanza speciale che lo lega a tutte le altre creature. Tale considerazione nasce e si concretizza nella possibilità di vedere nella bellezza di tutto ciò che ci circonda la medesima “impronta”, ovvero la mano dello stesso Dio Creatore.
- Vedere un bel paesaggio, rimanere stupiti o meravigliati di fronte alla natura può essere un modo per scoprire la fede, avvicinarsi a Dio, scoprire la Sua bellezza! Ti è mai capitato?